3.4 Considerazioni d'insieme.

A nostro parere, e conformemente alle osservazioni indicate dalle scuole, sembra che in Italia l'educazione ai diritti umani non sia ancora entrata a far parte a pieno titolo della programmazione e dello svolgimento delle attività scolastiche. Nelle scuole in cui è prevista e attuata, è portata avanti attraverso una serie di attività sperimentali, spesso interessanti ma non coordinate all'interno delle singole scuole e tra scuole diverse; l'iniziativa ed il livello di approfondimento sono legati ovunque all'intraprendenza e sensibilità di singoli docenti, i quali non hanno istituzionalmente a disposizione strumenti per la propria preparazione in materia, ma si informano privatamente, oppure fanno ricorso ad interventi di persone competenti appartenenti ad associazioni o organizzazioni varie (come ad esempio Amnesty International).

Anche i testi e il materiale audiovisivo di cui le scuole sono provviste non sono omogenei; alcuni istituti hanno a propria disposizione materiali specializzati, ma ciò è dovuto solitamente a motivi contingenti (come, ad esempio, la presenza nella propria città di un istituto per i diritti umani a cui fare riferimento - nel caso di alcuni istituti superiori di Padova - o l'iniziativa privata di presidi o docenti particolarmente sensibili al tema).

Il tema dei diritti umani viene solitamente affrontato a partire da fatti di cronaca, che possono stimolare l'interesse degli studenti in modo più immediato; a livello più generale a volte è trascurato perché considerato troppo "politico" e strumentale, oppure viene confuso con altri temi che, seppur interessanti e validi, riguardano altre sfere, come ad esempio la protezione dell'ambiente.

Tra i suggerimenti che le scuole hanno fornito più frequentemente, segnaliamo la necessità che le autorità responsabili costituiscano una "mappa delle opportunità" in materia, destinata a tutte le scuole, che comprenda:

Questa misura è ritenuta necessaria per evitare iniziative isolate in materia da parte di singole scuole interessate, ed un coordinamento tra le scuole è richiesto da più istituti.

Un altro suggerimento interessante riguarda opportunità di gemellaggi con scuole straniere, scambi di corrispondenza ed eventualmente visite, che potrebbero costituire iniziative educative per gli studenti senza rappresentare una materia addizionale al curriculum scolastico.

3.5 Raccomandazioni.

Premessa:

In tutte le scuole di ogni ordine e grado, nell'ambito di tutti gli insegnamenti pertinenti, rilievo centrale dovrà essere dato alle questioni relative alle discriminazioni razziali e confessionali e ai pregiudizi etnico-religiosi.

Raccomandazioni:

  1. Predisporre interventi formativi sui docenti riguardanti l'insegnamento dei diritti dell'uomo, nella scuola di specializzazione prevista dall'art.4 della legge n. 341 del 19.11.90, nell'anno di formazione, dopo la nomina in ruolo, previsto dalla legge n. 270 del 20.5.1982, e nei corsi di aggiornamento durante il servizio, previsti dalla legge n. 417 del 17.12.1982 e CC.MM. 136 e 137 del 18.5.1990.
  2. Proporre alla Commissione interministeriale del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (M.U.R.S.T.) e del Ministero della Pubblica Istruzione, costituita secondo l'art. 4 della legge n. 168 del 9.5.1989, di definire linee strategiche per un accordo di programma entro cui collocare, con i necessari criteri di flessibilità e nel rispetto delle autonome competenze dei due dicasteri, l'educazione e l'insegnamento dei diritti dell'uomo nei corsi di laurea e di diploma propedeutici all'insegnamento nelle scuole, come pure nei vari corsi di studio del sistema scolastico in una logica di continuità educativa. Proporre inoltre l'inserimento degli insegnamenti suddetti nello specifico corso di laurea per la formazione culturale e professionale degli insegnanti della scuola materna e della scuola elementare, previsto dall'art.3 della legge n. 341 del 19.11.1990. Proporre infine, nei corsi di aggiornamento rivolti agli insegnanti, di impegnare docenti universitari che abbiano specifica competenza in questa materia.
  3. Proporre alla Commissione interministeriale una ricognizione e una valutazione, anche a livello di ricerca scientifica, delle esperienze in atto e promuovere un'opportuna diffusione di quelle più significative. Ciò anche ai fini di elaborare e proporre degli esempi.
  4. Considerare l'educazione ai diritti dell'uomo insegnamento interdisciplinare e trasversale a tutte le discipline curricolari, ma che abbia rigore scientifico in specifiche materie di studio già impartite con programmi adeguati ai diversi livelli scolastici. Sostituire pertanto progressivamente l'attuale "educazione civica" con l'educazione ai diritti umani, sulla base della Costituzione e degli strumenti internazionali pertinenti.
  5. Promuovere nella scuola dell'obbligo l'uso del testo pubblicato dalle Nazioni Unite "ABC - Teaching Human Rights", la cui traduzione e pubblicazione andrebbero realizzate a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria.
  6. Sviluppare nelle scuole secondarie superiori lo studio approfondito dei diritti umani a partire dal testo integrale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e sulla base dei testi ad essa ispirati nell'ambito dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, dell'UNESCO, del Consiglio d'Europa e della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa (CSCE).
  7. Raccomandare alle case editrici di testi scolastici ed ai collegi dei docenti un'attenzione specifica e approfondita all'esposizione e ai commenti dei vari documenti riguardanti i diritti dell'uomo, e ai contesti storico-culturali in cui sono stati concepiti e redatti.
  8. Preparare e diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado strumenti anche multimediali efficaci in modo da garantire la presenza costante di materiali per la programmazione di interventi sia di carattere curricolare, sia anche episodico, per lo studio e l'educazione dei diritti dell'uomo, soprattutto in connessione con l'insegnamento di italiano, storia, filosofia, scienze sociali e diritto.
  9. Favorire un piano di coordinamento delle attività parascolastiche in quanto possano intervenire a complemento ed integrazione dell'azione generale del sistema scolastico per l'educazione ai diritti umani.
  10. Indire una conferenza nazionale rivolta ai Sovrintendenti, ai Provveditori, agli Ispettori, ai Presidenti degli Istituti Regionali di Ricerca Scientifica e Aggiornamento Educativo (IRRSAE) e ai Rettori delle Università, sull'insegnamento dei diritti dell'uomo nelle scuole.

    Tale conferenza potrebbe essere promossa dal Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei, dal Ministro della Pubblica Istruzione e dal Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, con la partecipazione di tutti gli enti interessati all'insegnamento dei diritti dell'uomo.

 


Accademia Nazionale dei Lincei
Palazzo Corsini - Via della Lungara, 10 - 00165 Roma
Telefono (+39) 06 680271 - Fax (+39) 06 6893616
Posta elettronica segreteria@lincei.it