5.5 Considerazioni d'insieme.

Le attività svolte dai ministeri ed altri enti istituzionali per la formazione e l'informazione sui diritti umani risultano ad una prima analisi di carattere piuttosto episodico, anche se non mancano interessanti iniziative a carattere permanente (ad es. la convenzione tra l'Arma dei Carabinieri ed il Centro di Ricerca e Studio sui Diritti dell'Uomo della LUISS). Esistono poche strutture a livello istituzionale che si occupano di diritti umani, e ancora meno sono quelle che si occupano dell'informazione e la diffusione di tale argomento presso l'opinione pubblica. Le attività della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO sembrano essere attualmente meno incisive rispetto al passato.

Le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati mostrano inoltre la mancanza di coordinamento all'interno di ogni singola istituzione; spesso, le persone contattate in un ufficio non sono al corrente delle attività svolte in tema di diritti umani da un altro ufficio della stessa istituzione. L'assenza di coordinamento si riscontra anche tra ministeri contigui per competenze.

Un'altra difficoltà è consistita nel rintracciare referenti in possesso di informazioni sul nostro ambito d'indagine nei ministeri non rappresentati nel gruppo di lavoro dell'Accademia dei Lincei.

Per concludere il panorama istituzionale, registriamo l'esistenza, presso il Parlamento (XI legislatura), di un "Comitato per i diritti umani" nella Commissione Esteri della Camera dei deputati. Tale organo, costituitosi nell'ottobre 1992, si è riunito due sole volte (16 dicembre 1992 e 12 gennaio 1993) e non sembra aver svolto alcuna attività significativa.

5.6 Raccomandazioni.

  1. Un canale distinto e riconoscibile che si occupi a livello governativo della pubblicizzazione e dell'informazione sui diritti umani potrebbe essere identificato nell'ambito del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, già presente con suoi dirigenti in molteplici sedi specifiche nazionali ed internazionali.
  2. Si raccomanda che nei ministeri interessati un sottosegretario si occupi, tra gli altri suoi compiti, dell'ambito dell'educazione e dell'informazione relativi ai diritti umani.
  3. L'insegnamento dei diritti umani riveste importanza specifica e prioritaria nell'area degli apparati di sicurezza dello stato (magistratura, forze armate, forze di polizia in senso ampio, istituzioni penitenziarie e sanitarie, ecc.), ai quali potrebbero essere rivolti differenziati programmi formativi, tenendo conto delle positive sperimentazioni già intervenute.
  4. Si raccomanda che i documenti elaborati dalle istituzioni governative in materia di diritti umani siano resi di pubblica ragione e diffusi ampiamente, a partire dai rapporti periodici predisposti per le Nazioni Unite dal Comitato Interministeriale sui diritti dell'uomo (cfr. supra, parag. 5.2.1) sullo stato di applicazione delle singole convenzioni internazionali. Le valutazioni a riguardo degli organi predisposti dalle varie convenzioni andrebbero, a loro volta, fatte circolare in Italia, anche per essere utilizzate come materiale didattico nei singoli settori.

 


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