6.7 Considerazioni d'insieme.

Nei suoi limiti, questa breve indagine ha evidenziato il lavoro capillare che varie organizzazioni svolgono, a vari livelli, per l'educazione e la sensibilizzazione sul tema dei diritti umani in Italia. In particolare, si evidenzia il ruolo delle organizzazioni non governative (ONG), che sono molto attive in questo campo nonostante i limiti loro imposti dalla propria natura principalmente volontaria: questa osservazione trova riscontro anche nei commenti delle scuole (cfr. supra, cap. 3). Riveste una particolare importanza l'ampio e multiforme materiale prodotto per le scuole ed il pubblico in generale da varie organizzazioni, spesso di ottima qualità (cfr. i testi indicati nei paragrafi precedenti) e prezzo molto ridotto.

Per contro, sembra a volte che manchi un coordinamento tra le attività portate avanti dalle varie organizzazioni citate; ad esempio, l'iniziativa della Rete nazionale di Educazione allo Sviluppo (REaS, cfr. supra, parag. 6.2) non ha avuto un successo permanente. Forse si dovrebbe fare un maggiore sforzo in questo senso.

Alcune ONG, anche quelle note e stimate (come Amnesty International) hanno lamentato problemi di accreditamento, in particolare presso le scuole: alcuni progetti proposti ed accettati con entusiasmo da alcune scuole, sono stati considerati con sospetto e respinti da altre. Inoltre, la mancanza di referenti nelle istituzioni scolastiche non facilita le attività delle ONG. A questo proposito, sarebbe necessario che ogni scuola affidasse ad un docente la responsabilità di mantenere i rapporti con le varie associazioni operanti in questo ambito e di promuovere iniziative specifiche con la loro collaborazione.

6.8 Raccomandazioni.

  1. Si raccomanda che venga effettuato un censimento delle associazioni di volontariato che nella loro concreta attività si dedicano alla educazione ai diritti umani, i cui risultati vengano diffusi presso le scuole a cura del Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio.
  2. Si raccomanda altresì che vengano istituiti rapporti più specifici tra tali associazioni e le istituzioni, ed in particolare quelle scolastiche, sia per i corsi di aggiornamento e formazione degli insegnanti, sia per attività integrative extrascolastiche.
  3. Si raccomanda che le amministrazioni centrali e gli enti locali incrementino i rapporti di collaborazione su specifici progetti per l'educazione ai diritti umani (ad esempio pubblicazioni), come già si verifica attualmente (cfr. ad esempio la pubblicazione "Educazione ai diritti umani" di Amnesty International, in collaborazione con l'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Roma). Inoltre il Ministero della Pubblica Istruzione potrebbe sollecitare a tal fine lo stanziamento di fondi da parte dei provveditorati.
  4. Il materiale (mostre, libri, percorsi didattici, ecc.) prodotto dalle varie organizzazioni citate in questo capitolo dovrebbe avere una distribuzione più capillare nelle scuole e nella società civile.

 


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