7.3 Considerazioni d'insieme.

La situazione risulta molto eterogenea ed evidenzia realtà che vanno valutate settore per settore.

L'indagine tra i periodici culturali e d'informazione ha messo in luce che sono più di quanto si potesse immaginare le testate che dedicano ai diritti umani rubriche, servizi o articoli, spesso avvalendosi di collaboratori specializzati. Bisognerebbe incoraggiare le testate che già affrontano il tema dei diritti umani, spesso edite da aziende di piccolo e medio capitale o da associazioni non-profit, con specifiche iniziative di coordinamento e sviluppo. Si potrebbe a tal fine convocare una prima conferenza nazionale delle testate interessate all'argomento.

Ne esistono già alcune, peraltro, consacrate per intero alla materia, come I diritti dell'uomo: cronache e battaglie, dell'Unione Forense per i diritti dell'uomo; Le nuove libertà, della Fédération Internationale des Droits de l'Homme - Lega italiana; Pace, diritti dell'uomo, diritti dei popoli, organo dell'omonimo Centro presso l'Università di Padova (cfr. supra, parag. 4.4.5); e la Rivista internazionale dei diritti dell'uomo, dell'Università Cattolica del S. Cuore (cfr. supra, parag. 4.2).

Per quanto riguarda invece i quotidiani e i grandi settimanali e le riviste scolastiche, si denota una trattazione piuttosto episodica del tema dei diritti umani, che per i quotidiani e settimanali avviene principalmente in occasione di particolari eventi di cronaca. La compilazione piuttosto lacunosa dei questionari e la scarsità delle risposte denotano che la materia non è entrata a far parte neppure, almeno in maniera organica, dei temi abituali delle riviste specializzate in materia scolastica.

Sarebbe auspicabile che l'Ordine dei Giornalisti dedicasse particolare attenzione al tema dei diritti umani e si impegnasse a promuovere una maggiore attività della stampa, non solo per la diffusione di notizie relative a dolorosi eventi internazionali e di cronaca, ma anche per un meno occasionale servizio di approfondimento della "cultura dei diritti umani". Ad esempio si potrebbe promuovere una iniziativa su questi temi sulla scia di altre sperimentazioni (ad es., la costituzione del "Gruppo interprofessionale minori e informazione" presso l'Ordine dei Giornalisti del Piemonte e Valle d'Aosta).

Sarebbe opportuno sensibilizzare le grandi agenzie di stampa nazionali ANSA, ADN KRONOS, ITALIA, ASCA, RADIO-COR, ecc. a svolgere un'opera puntuale di informazione nel campo dei diritti umani. Si registra, in questo ambito, l'operato dell'ASPE del gruppo Abele, che si distingue per l'attività svolta.

Per quanto concerne la radiotelevisione, è stato fatto osservare che dell'intera Conferenza Mondiale di Vienna sui diritti umani, nel giugno 1993, nonostante la partecipazione di 183 Stati membri delle Nazioni Unite e di 1500 organizzazioni non governative, con importanti risultati quali la creazione dell'Alto Commissario ONU per i diritti dell'uomo e l'imminente Piano decennale di azione mondiale per il loro insegnamento, la RAI-TV ha riservato una qualche attenzione al solo episodio dell'espulsione del Dalai Lama, e probabilmente in ragione del suo aspetto "scenografico".

Sarebbe opportuno che le emittenti radiotelevisive si impegnassero concretamente per la promozione dei diritti umani; ad esempio diffondendo spot realizzati da organizzazioni che operano in tale ambito (cfr. gli spot di Amnesty International per la campagna sulle "sparizioni" e gli omicidi politici).

7.4 Raccomandazioni.

  1. La conoscenza e la valorizzazione della stampa che si occupa della materia potrebbe essere perseguita con l'allestimento di una Mostra nazionale dei servizi più rappresentativi.
  2. Ministeri ed enti pubblici dovrebbero essere invitati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ad inserire nelle rispettive "rassegne stampa" articoli sui diritti umani, e nelle rispettive emeroteche le non molte riviste specializzate.
  3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, potrebbe patrocinare un Concorso nazionale per il miglior servizio giornalistico, televisivo o radiofonico sui diritti umani, coordinando un'iniziativa unitaria con il sostegno degli Organismi rappresentativi degli editori della carta stampata e delle emittenti radiotelevisive pubbliche e private.
  4. Nella nuova convenzione tra il Governo italiano e la RAI-TV concernente le emissioni in lingua estera e comunque dirette all'estero, andrebbe messo l'accento sulle notizie riguardanti i diritti umani e l'informazione generale sugli stessi.
  5. Un obiettivo strategico per l'azione internazionale dell'Italia è l'estensione a livello planetario di quel principio del divieto di interferenze programmate di disturbo nelle emissioni radio e televisive via etere (jamming, brouillage) che già è attivato nella grande area paneuropea (euro-americana e euro-asiatica) della CSCE, a partire dalle conclusioni della Conferenza di Vienna del gennaio 1989. Per tal modo il riflettore dell'opinione pubblica internazionale verrebbe progressivamente eliminando i coni d'ombra nei quali avvengono le violazioni ignote dei diritti umani e le trasmissioni informative specifiche su questo soggetto diverrebbero universalmente accessibili.

 


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