Sulla responsabilità per danni causati da dispositivi
mossi dall’intelligenza artificiale
Ambito sanitario
Intelligenza artificiale: minaccia o risorsa? Strumento al servizio dell’uomo, o espediente per sostituirlo?
Il prepotente ingresso dell’IA nella vita umana e la connessa fusione in un contesto ibrido fatto di tecnologia e di realtà materiale apre scenari e schiude interrogativi un tempo inimmaginabili, rendendo possibile un’interazione (e non una simbiosi) uomo/macchina che, se edificata attraverso un approccio sobrio e vigile, potrebbe esprimere l’accettabile punto di equilibrio, costituito dal potenziamento delle capacità umane che dia vita a un’intelligenza “aumentata” piuttosto che aridamente e inquietantemente “artificiale”.
Una prospettiva, questa, foriera di nuove strade per il bene comune di una magnifica humanitas che sappia rinvenire nella tecnica non una forza antagonista rispetto alla persona, bensì lo strumento per un significativo miglioramento delle sue condizioni di vita. La sfida dell’esondante paradigma tecnocratico nel mondo globalizzato è ormai avvertita in tutta la sua potenza: è la corsa all’algoritmo più performante e alla banca dati più vasta. Non basta perciò regolarla: va disarmata e resa ospitale – è scritto nella recentissima enciclica leonina – e disarmare «non significa rinunciare alla tecnologia ma impedirle di governare l’umano».
Chi è chiamato a governare non può tuttavia che prendere le mosse dalla regolamentazione. Si spiega così che dopo una lunga stagione in cui le applicazioni iniziali avevano riguardato sistemi chiusi o autosufficienti – il gioco della dama, quello degli scacchi, i primi ed embrionali robot – così apparendo mezzo per il conseguimento di risultati scarsamente applicabili a problemi reali, il progredire di studi e ricerche ha posto i legislatori dinanzi alla necessità imperiosa di individuare regole e principi: la guida di un veicolo senza alcun intervento umano, un’ampia gamma di applicazioni finanziarie, commerciali e scientifiche, le criticità e i rischi ad esse ancorati hanno imposto interventi multilivello dai quali è ormai impossibile prescindere.
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