
Antonino Cattaneo è stato uno scienziato visionario, capace di anticipare il futuro della ricerca e di costruire ponti tra discipline diverse. La sua ricerca è stata altamente innovativa, con scoperte pionieristiche e metodi innovativi che hanno aperto nuovi campi d’indagine.
Nato a Pisa il 6 settembre 1954, si era trasferito a Roma, città in cui viveva, laureandosi in Fisica nel 1976 all’Università Sapienza di Roma, con il socio linceo, professor Mario Ageno, considerato il padre della biofisica italiana. Cattaneo ha proseguito la propria formazione a Pisa, dove ha ricevuto l’imprinting alle Neuroscienze alla scuola di Giuseppe Moruzzi, come perfezionando della Scuola Normale sotto la supervisione di Lamberto Maffei, e poi con un post-doc con Rita Levi-Montalcini, per approdare infine alla biologia molecolare e cellulare, avviando una lunga e proficua collaborazione con il MRC Laboratory of Molecular Biology di Cambridge. Dal 1991 al 2008 è stato ordinario di Biofisica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (SISSA) di Trieste, dove è stato Direttore di Dipartimento dal 1991 al 1995 e Vicedirettore dal 1996 al 2001. Dal 2008 era tornato alla Normale come professore ordinario di Fisiologia e Direttore del Laboratorio di Biologia Bio@SNS, fino al pensionamento, nel 2024. Dal 2018 era Presidente dell’EBRI (European Brain Research Institute), l’istituto di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi-Montalcini.
Durante il perfezionamento, insieme a Lamberto Maffei e Concetta Morrone, ha analizzato la codifica delle informazioni visive nella scarica nervosa delle cellule della corteccia visiva. Sono i suoi primi lavori pubblicati, nei quali l’approccio biofisico-computazionale ha permesso di comprendere come i burst di attività codifichino particolari caratteristiche dello stimolo, contributo la cui originalità è ancora attuale. La fine degli anni Settanta ha visto la scoperta degli anticorpi monoclonali, destinati a rivoluzionare alcuni settori della ricerca biomedica. La lettura di quei lavori accese in Cattaneo una profonda curiosità: ne intuì immediatamente il potenziale come strumenti per studiare e manipolare i meccanismi biologici. Da quell'intuizione nacque uno dei principali filoni della sua attività scientifica. Una prima applicazione fu lo sviluppo di anticorpi anti-Nerve Growth Factor (NGF), utilizzati come strumenti sperimentali per dimostrare il ruolo fondamentale delle neurotrofine nello sviluppo e nella plasticità del sistema nervoso, in particolare sulla sensibilità nocicettiva. Successivamente i suoi interessi si concentrarono sulle malattie neurodegenerative, con la dimostrazione che alterazioni dell'omeostasi del NGF nel cervello adulto possano innescare una progressiva neurodegenerazione tali da riprodurre molte delle caratteristiche della malattia di Alzheimer.
È stato tra i pionieri dello sviluppo della strategia degli anticorpi intracellulari ("intrabodies"), anticorpi ricombinanti espressi all'interno delle cellule che consentono di interferire selettivamente con la funzione delle proteine bersaglio. Per primo ha dimostrato la possibilità di ottenere un'interferenza conformazionale e un'interferenza selettiva nei confronti di specifiche modificazioni post-traduzionali delle proteine. Applicando questa tecnologia alle taupatie, ha aperto nuove prospettive per modulare i meccanismi molecolari alla base della neurodegenerazione.
Questi studi hanno posto le basi per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative contro la malattia di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative.
Ultimamente i suoi interessi si erano spostati allo studio dei meccanismi sull’engramma della memoria, dimostrando che un singolo ricordo è distribuito in una rete di engrammi localizzati in numerose regioni cerebrali, tutte necessarie sia per la formazione della traccia che per la rievocazione della memoria.
Autore di oltre 250 pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali "peer reviewed", è stato insignito di numerosi riconoscimenti e premi scientifici, tra cui il Premio Domenico Marotta dell'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, la Medaglia W. Jansenius della Accademia Slovacca delle Scienze ed il Premio Internazionale G. Tartufari per la Biologia dall'Accademia Nazionale dei Lincei. Era membro dell'EMBO (European Molecular Biology Organization), dell'Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL, e Socio corrispondente della Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Academia Europaea.
Cattaneo ha ereditato da Rita Levi-Montalcini non solo la passione per l'NGF, la molecola della vita neuronale, ma anche una profonda responsabilità etica verso i pazienti. La sua ricerca non è mai rimasta confinata all'astrazione teorica. Al contrario, ha cercato instancabilmente di tradurre le scoperte molecolari in una speranza concreta contro il buio della malattia di Alzheimer e della cecità neurodegenerativa. Pionieristica è stata la sua intuizione di usare gli anticorpi come "esploratori e chirurghi" microscopici dentro la cellula, anticipando soluzioni mediche che oggi definiscono il futuro delle biotecnologie
Ma la grandezza di Cattaneo non risiedeva soltanto nelle sue intuizioni scientifiche. Era un maestro autentico. Ha formato generazioni di scienziati, insegnando il valore della curiosità, del dubbio, del rigore e della libertà di pensiero. La sua straordinaria generosità intellettuale, la sua capacità di ascoltare e il suo entusiasmo contagioso hanno ispirato collaboratori e studenti, lasciando un modello destinato a durare nel tempo. La sua eredità continuerà a vivere nei laboratori che ha contribuito a costruire, nei ricercatori che ha formato, nei progetti che ha ispirato, nelle idee che continueranno a generare nuove scoperte e, soprattutto, nei pazienti che un giorno potranno beneficiare delle intuizioni scientifiche che lui ha avuto il coraggio di perseguire

