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Il CERN paradigma di eccellenza e leadership scientifica

CERN

In occasione del ciclo di conferenze sull’Europa si è tenuto presso l’Accademia Nazionale dei Lincei un incontro con Fabiola Gianotti, socia straniera dell'Accademia e già direttrice generale del CERN, che ha illustrato il ruolo del laboratorio di Ginevra come paradigma di eccellenza e leadership scientifica. Fondato all'inizio degli anni ‘50 sulle macerie della Seconda guerra mondiale il CERN è nato dalla visione di ristabilire il primato scientifico del continente promuovendo la collaborazione pacifica attraverso il linguaggio universale della conoscenza. Oggi con 27 Stati membri e una comunità di oltre 17.000 persone di 110 diverse nazionalità, l'organizzazione rappresenta un'istituzione che pur agendo su scala globale mantiene un'identità profondamente europea. Nel corso del suo intervento Fabiola Gianotti ha sottolineato la rilevanza strategica del centro nel contesto geopolitico attuale definendolo un esempio di coesione in un momento in cui l'Europa è chiamata a rispondere a sfide di frammentazione e dipendenza tecnologica. Questa leadership non si limita alla ricerca sui costituenti minimi della materia ma si estende a una capacità di innovazione che vede il CERN operare come un motore tecnologico d'avanguardia. Il laboratorio agisce infatti come partner di ricerca per l'industria trasferendo competenze in settori strategici come i magneti superconduttori la criogenia l'intelligenza artificiale e il calcolo avanzato sostenendo la competitività del continente con investimenti annuali che superano il mezzo miliardo di franchi svizzeri. Un altro pilastro essenziale è la formazione delle nuove generazioni con circa cinquemila giovani talenti formati ogni anno nel campo STEM che portano nella società una mentalità collaborativa e competenze tecniche di alto livello. L'impegno verso la Open Science garantisce inoltre che ogni innovazione sia messa a disposizione dell'umanità gratuitamente rispettando lo spirito della Convenzione istitutiva del 1953. Guardando alle frontiere future, la sfida si sposta ora verso l'esplorazione dell'universo oscuro che costituisce il 95% del cosmo. Per affrontare questi interrogativi il CERN sta portando avanti lo studio di fattibilità per il Future Circular Collider un nuovo acceleratore di novantuno chilometri concepito per superare gli attuali limiti d'indagine. Come evidenziato anche dal recente rapporto Draghi sulla competitività assicurare la leadership del CERN nella ricerca di frontiera resta una priorità per garantire all'Europa un ruolo attivo nelle sfide tecnologiche del prossimo secolo. Il legame tra l'Italia e il CERN radicato nel contributo di figure come Edoardo Amaldi, Carlo Rubbia e Luciano Maiani prosegue oggi in questo percorso di ricerca e cooperazione internazionale.

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