
Nell’articolato quadro delle tradizioni di studi sull’Antichità in Italia, Ermanno A. Arslan (Verona, 15.8.1940 – Milano, 31.5.2026) rappresenta la prospettiva settentrionale, caratterizzata da uno stretto collegamento con le altre archeologie europee e da un forte impianto multidisciplinare. La sua formazione ha infatti come fondamentali punti di riferimento gli Atenei di Milano, Pavia e Torino, dove sono stati suoi maestri i Soci lincei Guido Achille Mansuelli e Giorgio Gullini, quindi lo storico Mario Attilio Levi, presso il CeSdIR di Milano.
La sua intensa attività di promozione culturale e di ricerca scientifica si è potuta sviluppare all’interno dei più importanti Musei lombardi, prima presso il Museo Romano di Brescia, quindi come Direttore delle Civiche Raccolte Numismatiche e delle Civiche Raccolte d’Arte di Milano, infine nell’impegnativo incarico di Soprintendente al Castello Sforzesco dal 1999 al 2005. In anni più recenti ha tenuto la Direzione del Museo Bagatti Valsecchi di Milano, una delle più straordinarie Case-Museo d’Europa, che ospita prestigiose collezioni d’arte, mantenendo il carattere di residenza di alto livello sociale. In questo ambito E. Arslan ha ottenuto risultati di assoluto rilievo nell’organizzazione di innumerevoli Mostre e Convegni scientifici, attestati da più di 500 pubblicazioni.
Nell’ambito delle Scienze dell’Antichità risulta fondamentale il suo contributo alle ricerche numismatiche, in cui egli ha assunto un ruolo di riferimento internazionale, come socio di numerose Accademie (dal 2003 socio dell’Accademia dei Lincei) e nell’insegnamento presso l’École Pratique di Parigi, la Today University di Tokyo, lo IULM, l’Università Statale e l’Università Cattolica di Milano, infine la Sapienza di Roma. Ha rappresentato per undici anni l’Italia nella Commission Internationale de Numismatique, della quale è stato Vicepresidente fino al 1997.
Le sue speciali competenze sulla monetazione tardo-romana e barbarica lo hanno visto impegnato da protagonista nella creazione del Repertorio dei ritrovamenti di moneta celtica in Italia e nel Repertorio dei ritrovamenti di moneta altomedievale in Italia, come anche nei progetti di pubblicazione del Catalogo delle monete longobarde della Collezione Reale di Roma, delle monete dallo scavo del Duomo di Milano e di San Vincenzo al Volturno, oltre che del complesso di gettoni-amuleto “gnostici” della Sinagoga di Cafarnao (Israele). Fondamentale il suo apporto al volume «Milano. Piazza Duomo prima del Duomo» in cui, anche attraverso i reperti monetali, sono ricostruite le vicende millenarie del complesso episcopale milanese costituito dalle cattedrali di Santa Tecla e di Santa Maria Maggiore, e dai battisteri di San Giovanni alle Fonti e di Santo Stefano alle Fonti.
Alla ricerca numismatica Arslan ha affiancato l’impegno diretto nelle indagini archeologiche sul terreno dove lo scavo è sempre stato associato all’azione di conservazione e di tutela. Ambito privilegiato di queste indagini è la Magna Grecia, in particolare la Calabria, dove egli ha operato nel Parco Archeologico di Skylletion-Scolacium/Roccelletta di Borgia, oggi uno dei siti meglio gestiti dell’Italia meridionale. Più recenti le attività di ricerca a Hipponion-Vibo Valentia, dove i suoi scavi nella necropoli ellenica portarono alla luce la tomba contenente una laminetta aurea iscritta, documento fondamentale per la conoscenza dell’Orfismo in Magna Grecia, nelle sue componenti filosofiche e religiose. La recente Segnatura dell’Accademia (11 febbraio) è stata dedicata, per sua iniziativa, allo studio di questo straordinario reperto, in memoria del Socio linceo Giovanni Pugliese Carratelli, il quale ne aveva pubblicato il primo studio scientifico. Nella sua sempre attiva opera di promozione culturale ad Ermanno Arslan dobbiamo infine l’istituzione, presso l’Accademia Nazionale dei Lincei, del Cercoloc (Centro Ricerche Colonie Locresi), con l’obiettivo di promuovere lo studio dei contesti archeologici e della produzione artistica di questi insediamenti greci in Italia meridionale, attraverso la collaborazione dell’Accademia con la Direzione Regionale Musei della Calabria e con l’Università Pázmány di Budapest.
All’instancabile e continua opera di studio dell’Antichità E. Arslan sapeva unire doti non comuni di sobria umanità nell’animare gruppi di ricerca internazionali, con una costante attenzione e sensibilità per i più diversi contesti sociali e culturali in cui l’archeologo si trova ad operare e con la capacità, sempre attiva, di coinvolgere i più giovani.

