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L’Accademia dei Lincei e il Ministero dell’Università e della Ricerca promuovono un polo d’eccellenza europeo per l’intelligenza artificiale

La proposta di istituire un’infrastruttura di ricerca comunitaria dedicata all’intelligenza artificiale, ispirata al modello di eccellenza e cooperazione internazionale del CERN, è stata al centro del confronto istituzionale tenutosi oggi presso l’Accademia Nazionale dei Lincei. L’iniziativa, discussa alla presenza della comunità scientifica e della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, risponde all'esigenza prioritaria di superare l’attuale frammentazione europea e la dipendenza da infrastrutture estere, fattori che rischiano di frenare la competitività della ricerca scientifica in Europa nel campo dell’AI e di condurre a una progressiva marginalizzazione nello sviluppo delle nuove tecnologie. Come evidenziato dal Presidente dei Lincei Roberto Antonelli e dal Vicepresidente Carlo Doglioni, il progetto mira a costruire un polo pubblico d’eccellenza fondato su database e codici aperti, garantendo così una trasparenza e un rigore etico che il solo ambito privato non può assicurare in modo sistematico. In questa direzione, l’intervento del Premio Nobel Giorgio Parisi ha posto l’accento sulla trasformazione radicale di questo scenario, osservando come la ricerca si sia spostata drasticamente dalla sfera pubblica a quella aziendale — richiamando l'evoluzione dei modelli a partire dai primi esperimenti del 2015 — con una conseguente riduzione della democrazia nell'informazione e nella gestione dei flussi di dati. La sfida scientifica, secondo Parisi, deve necessariamente comprendere anche lo studio approfondito dei meccanismi del cervello umano per orientare l'evoluzione dei modelli attuali verso standard di comprensione più avanzati e consapevoli. Il dibattito, animato da esperti come Pierluigi Contucci, Stefano Leonardi, Luciano Maiani e Marc Mézard, ha approfondito il divario esistente tra l'efficacia operativa degli algoritmi e l'effettiva conoscenza teorica del loro funzionamento, indicando nell'efficienza energetica e nel potenziamento delle capacità di calcolo i pilastri fondamentali per i prossimi anni. La struttura proposta si prefigge inoltre di adottare modelli di governance indipendenti, condizione ritenuta essenziale per attrarre e trattenere i migliori ricercatori attualmente impiegati nelle grandi multinazionali tecnologiche, offrendo loro un ambiente di sviluppo neutro e orientato al bene comune, finalizzato al futuro dell’AI, ancora tutto da costruire e in cui l’Europa non può non essere protagonista, pena la sua marginalizzazione scientifica ed economica.

A chiusura dei lavori, il Ministro Bernini ha confermato il pieno sostegno all'iniziativa, definendola un tassello coerente con il potenziamento di asset strategici già operativi come il supercomputer Leonardo e le nuove AI Factory. Il Ministro ha inoltre ribadito l'impegno attivo presso il Consiglio e la Commissione UE per promuovere un programma di ricerca autonomo e coordinato, finalizzato a una leadership scientifica basata sulla cooperazione internazionale, sulla protezione dei dati e sulla centralità della persona in ogni fase dei processi di innovazione.

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