Il dibattito sull’autonomia differenziata coinvolge aspetti decisivi per la coesione del Paese. Perché questo percorso sia realmente sostenibile, è indispensabile definire con rigore i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e i relativi meccanismi di finanziamento. Solo in questo modo l’autonomia potrà svilupparsi senza generare nuove disuguaglianze.
Particolare attenzione merita il settore sanitario, ambito in cui le criticità risultano più evidenti. Il trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni rischia infatti di ampliare i divari territoriali già esistenti, senza garantire benefici concreti in termini di efficienza. In questo settore i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) costituiscono già uno standard di riferimento: la vera sfida non è la loro definizione normativa, ma la capacità del sistema di assicurarne l’erogazione uniforme su tutto il territorio nazionale.
In questo contesto, il ruolo dello Stato rimane imprescindibile. Una regia centrale forte, in grado di garantire riequilibrio territoriale, indirizzo politico e adeguati controlli, è essenziale per evitare una frammentazione dei diritti sociali che sarebbe difficile ricomporre. Ogni passo verso il decentramento deve quindi essere accompagnato da strumenti che tutelino l’uguaglianza sostanziale dei cittadini, indipendentemente dalla Regione in cui risiedono.

