Salta al contenuto principale Vai al contenuto del piè di pagina

SpaceX Orbital Data Center System. Considerazioni dei lincei


La nuova costellazione satellitare proposta da Space-X mira ad alimentare centri computazionali per la IA con una quantità annua di energia dell'ordine di 1000 TWh; questa quantità significativa sarebbe ottenuta da energia solare catturata nello spazio. Questo obiettivo richiede la produzione di 100 GW di potenza da parte di un sistema di satelliti che avrebbe necessariamente un'area totale di raccolta di pannelli solari di almeno 100 km2. In termini pratici questi requisiti, con la tecnologia attuale, si traducono nel richiedere il funzionamento di circa 1 milione di satelliti, ciascuno con un peso di circa 1 tonnellata e pannelli solari di diverse centinaia di metri quadrati. La scala senza precedenti del progetto in termini di numero e caratteristiche dei satelliti pone diverse sfide all'ambiente spaziale vicino alla Terra. Il progetto modificherebbe drasticamente l'ecosistema satellitare delle orbite basse (Low Earth Orbit, LEO) e avrebbe gravi conseguenze per le osservazioni scientifiche, specialmente per l'Astronomia. Le considerazioni qui fornite si applicano al progetto specifico di SpaceX in esame da parte della FCC ma hanno una validità generale.

L’Accademia Nazionale dei Lincei:

Esprime grave preoccupazione riguardo alla proposta degli SpaceX Orbital Data Centers (ODC).

Nota che per i tipi di orbite proposte (inclinate di 30 gradi ed elio-sincrone ad alta inclinazione) e assumendo riflettività simili a quelle degli attuali satelliti di SpaceX, i satelliti ODC modificheranno drasticamente il cielo. A seconda della stagione e della notte, il numero di satelliti ODC riflettenti la radiazione solare supererebbe quello delle stelle visibili, causando un cambiamento sostanziale della percezione umana del cielo notturno. Anche adottando le attuali misure di mitigazione riguardanti le riflettività satellitari come recentemente implementate da SpaceX (in seguito a un dialogo con istituzioni astronomiche), i satelliti ODC influenzerebbero molto negativamente le osservazioni ottiche astronomiche da terra.

Inoltre, nota che il raffreddamento radiativo dei satelliti ODC, di cui SpaceX non fornisce alcun dettaglio, produrrebbe sorgenti spurie a infrarossi e sub-millimetriche che danneggerebbero le osservazioni astronomiche.

Inoltre, nota che la comunicazione radio satellitare nella finestra di frequenze di decine di GHz e il "rumore" elettromagnetico satellitare a frequenze più basse influenzerebbero drasticamente le osservazioni dei radiotelescopi.

Sottolinea il rischio di collisioni accidentali e/o guasti del presunto sistema autonomo di bordo per evitare collisioni satellitari, una situazione che creerebbe un numero incontrollato di detriti spaziali.

Inoltre, nota che i satelliti scientifici LEO, cruciali per il monitoraggio della Terra e la ricerca astronomica, sarebbero soggetti a interferenze e collisioni con satelliti ODC.

Sottolinea che il lancio in orbite LEO dell'ordine di un milione di tonnellate all'anno, come considerato da SpaceX, depositerebbe milioni di tonnellate all'anno di carburante (principalmente cherosene e metano) nella stratosfera e nella mesosfera con significative conseguenze ambientali.

Nota inoltre che il lancio, le operazioni in orbita, la de-orbitazione/smaltimento e il mantenimento di una costellazione di 1 milione di satelliti costituisce una sfida tecnologica formidabile con molti aspetti tecnici attualmente non specificati.

Esprime inoltre preoccupazione per l'uso non specificato delle numerose deroghe richieste che potrebbero evitare i normali controlli sull'inserimento del sistema ODC satellitare in orbita.

Back to top