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Proposte relative alle nuove modalità di accesso del personale universitario

Proposte relative alle nuove modalità di accesso del personale universitario

L'Accademia Nazionale dei Lincei ritiene molto opportuna e apprezzabile l'iniziativa della Ministra Bernini volta a riformare le modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario. L’imminenza dell’approvazione della riforma spinge l’Accademia dei Lincei a esprimere alcune riflessioni su alcune delle procedure previste dall’attuale disegno di legge 2735 in discussione alla Camera, già approvato al Senato come disegno di legge 1518.

L’esperienza di questo decennio aveva fatto infatti emergere alcune pesanti criticità nell'assetto vigente. La considerazione principale (condivisa dal CUN, dal Consiglio dell'Unione europea sulla valutazione della ricerca e sull'attuazione della scienza aperta e da dichiarazioni di alcune delle principali accademie europee) è che criteri di valutazione meramente quantitativi abbiano prodotto effetti distorsivi, generando non di rado una corsa ad aumentare più la quantità che la qualità delle pubblicazioni. Al medesimo tempo è cresciuto il numero degli autori di ogni pubblicazione, in alcune discipline al di là di comprensibili necessità di ricerca, rendendo difficile l'identificazione del contributo individuale.

Sulla base del presente testo del disegno di legge 2735 e dei vincoli che esso impone l’Accademia dei Lincei avanza quindi le seguenti proposte:

a) le commissioni esaminatrici siano messe in grado di valutare la qualità e originalità delle pubblicazioni presentate. Per questo è necessario che il numero complessivo di pubblicazioni che ogni commissione deve esaminare sia ragionevole, in quanto un numero troppo elevato di pubblicazioni impedisce alla commissione di entrare nel merito scientifico dei contributi presentati. Si suggerisce che ogni candidato presenti solo le pubblicazioni che ritiene più significative della propria produzione, in un numero massimo, eventualmente diverso per fascia, compreso tra le 5 e le 10. Ulteriori pubblicazioni di particolare rilievo potranno essere indicate nel curriculum di cui al punto seguente;

b) sia abolito il requisito di avere svolto un numero minimo di determinate attività didattico-scientifiche, attualmente specificate in un modo ambiguo che può dare (ha dato) origine a ricorsi. I “titoli”, che pure contribuiscono a costruire il profilo dei candidati, siano sostituiti da un curriculum completo, redatto secondo un format predefinito, dove indicare in termini precisi l’attività di didattica e di ricerca in Italia e all’estero, anche nella sua durata, nonché la titolarità, la contitolarità o la partecipazione a progetti di ricerca di base o applicata finanziati sulla base di bandi competitivi nazionali, europei e internazionali. Relativamente a quanto sopra, si ritiene che il curriculum recante i risultati, le attività e le esperienze del candidato, come previsto dal disegno di legge, sia un’ottima innovazione. Si propone che in tale formulario sia previsto uno spazio per inserire un narrative curriculum sintetico (non più di 6000 – 8000 caratteri), dove i candidati possano illustrare aspetti della loro attività che non emergono dall'elenco di voci più tradizionali e ricostruire il proprio percorso scientifico, evidenziando la rilevanza del proprio contributo. In particolare, in Appendice al narrative curriculum il/la candidato/a dovranno descrivere il proprio contributo specifico a tutte le pubblicazioni più significative presentate (non più di 5000 caratteri in totale) e la ragione scientifica della selezione effettuata;

c)  l’obbligo della prova didattica per i concorsi di prima fascia, anche per candidati che hanno spesso alle spalle molti anni d'insegnamento, lascia piuttosto perplessi. Si propone che, almeno per la prima fascia, la prova didattica consista in un seminario a livello di lezione/seminario in un corso di dottorato, su un tema scelto dalla commissione e relativo alla materia del bando di concorso, e che tale lezione/seminario, sostenuta da tutti i candidati, sia pubblicizzata e svolta all'interno di una seduta del Consiglio del dipartimento cui spetterà la responsabilità della chiamata del vincitore;

d) per garantire la qualità dei membri delle diverse commissioni giudicatrici, si propone che, a monte del sorteggio puro, vengano introdotti, per la platea dei sorteggiabili, criteri di selezione molto stringenti, e che quindi che il sorteggio dei commissari avvenga su un elenco di professori eletto a livello nazionale dai colleghi del SSD relativo al concorso, in modo da responsabilizzare i sorteggiati e da assicurare le necessarie competenze specifiche del collegio giudicante, per talune ampie aree a volte mancanti.

Queste indicazioni, oltre a rendere più logico e trasparente il percorso per il reclutamento dei professori di prima e seconda fascia, possono contribuire, accrescendo la qualità delle selezioni, a migliorare quella delle nostre università, motore essenziale dello sviluppo del Paese.

(in allegato la versione pdf)

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