
Il socio nazionale Elio Lo Cascio è venuto a mancare a 78 anni l’8 settembre dopo una lunga malattia affrontata con coraggio e amore della vita, senza mai perdere interesse per gli studi. I soci dell’Accademia ricordano la sua assidua presenza fino all’ultimo giorno dell’anno accademico 2025-2026. Era stato nominato socio corrispondente nel 2017. È considerato uno delle figure più rappresentative dell’antichistica contemporanea.
Professore emerito della Sapienza Università di Roma, si è laureato in questa università nel 1970, sotto la guida del suo maestro Santo Mazzarino. Dal 1973 è stato assistente ordinario presso la cattedra di Storia romana. La sua carriera si è svolta poi presso varie università: professore incaricato, poi associato, di Storia romana nell’Università di Lecce (1976-1986), ha insegnato come ordinario nell’Università dell’Aquila (1986-1990), dove è stato anche preside della Facoltà di Magistero, e successivamente nell’Università di Napoli “Federico II” (1990-2006). Il suo impeccabile impegno di professore è sempre stato connesso con una profonda sensibilità istituzionale e con una costante attenzione al futuro delle scienze dell’antichità; particolarmente significativo è stato il suo ruolo di fondatore e primo presidente (1996-2002) della Consulta Universitaria per la Storia greca e romana. Ha fatto parte del Consiglio direttivo dell’Istituto italiano per la storia antica dal 2004 al 2024. Innumerevoli le sue appartenenze a comitati scientifici di riviste italiane e straniere e le sue presenze in importanti comitati di valutazione della ricerca. È stato uno degli antichisti italiani più presenti sulla scena internazionale (soprattutto Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Francia, Germania, Spagna). In questi ambiti, ha svolto, con rara generosità, un’opera preziosa di collegamento e di diffusione della cultura italiana. Questa medesima, acuta estroversione lo ha spinto a impegnarsi (soprattutto in coincidenza con il suo insegnamento napoletano) in una importante attività di organizzazione scientifica e culturale, che ha lasciato un ricordo vivissimo nella comunità degli antichisti.
La sua produzione scientifica ha riguardato grandi temi: si ricordano specialmente la storia amministrativa di età imperiale; la storia istituzionale di età repubblicana; la storia economica e sociale del mondo romano; la storia della popolazione; la storia della storiografia moderna relativa al mondo antico. Nella sua personalità scientifica spicca la combinazione di grande esperienza ‘filologica’ e di riflessione per categorie e modelli. Lo Cascio ha indagato con piena padronanza documenti di tradizione letteraria, papiri, epigrafi, monete ed ha avuto anche una spiccata sensibilità per l’intendimento dei testi giuridici (leggi municipali, costituzioni imperiali, frammenti della giurisprudenza). Al tempo stesso è stato capace di condurre le sue indagini a un alto grado di concettualizzazione, muovendosi con ammirevole equilibrio, ma senza compromessi, tra alcuni orientamenti ideologici (compresa l’ideologia dell’empirismo) tipici degli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso, ma tutt’altro che esauriti. La bibliografia di Elio Lo Cascio è molto ampia, ma come esempi di questi metodi si possono ricordare, a mero titolo indicativo, i lavori «State and Coinage in the Late Republic and Early Empire» (1981), «Teoria e politica monetaria a Roma tra III e IV d.C.» (1986), «Forme dell’economia imperiale» e «Fra equilibrio e crisi» (entrambi del 1991), «Prezzo dell’oro e prezzi delle merci» (1993), «The Size of the Roman Population» (1994), «La “New Institutional Economics” e l’economia imperiale romana» (2005), «Did the population of imperial Rome reproduce itself?», (2006), «Die neue Wirtschaftsgeschichte des Römischen Reiches. Paradigmen und Ansätze», (2017), Silla, la moneta e il credito (2018), «Setting the rules of the game: the market and its working in the Roman Empire» (2020). Quando necessario, e soprattutto nelle ricerche dedicate alla storia della popolazione, la sua prospettiva si apre, con la dovuta cautela ma con risultati suggestivi, alla comparazione storica (per un esempio di deduzione comparativa cfr. anche il lavoro «Gli alimenta, l’agricoltura italica e l’approvvigionamento di Roma», del 1978): questa attitudine ha favorito la sua collaborazione con esperti di altre discipline. Tra i lavori di storia della storiografia merita di essere ricordato, in questa sede lincea, il saggio (2002) sul celebre libro del suo maestro Mazzarino, Aspetti sociali del quarto secolo (1951). Una prosa limpida e rigorosa caratterizza tutti i suoi studi.
La sua visione generale della storia romana è stata caratterizzata dalla valorizzazione della discontinuità: di contro alle prevalenti prospettive continuistiche, egli ha insistito sulle cesure (numerosi e notevoli i suoi lavori sulla crisi del III secolo d.C.) e sulla necessità delle analisi morfologiche. Evitando accuratamente le attualizzazioni, egli ha combattuto efficacemente le derive primitivistiche, sottolineando l’intensità dei processi produttivi e dinamici dell’economia romana e insistito sulla diffusa funzione economica della moneta. Al tempo stesso, ha messo in risalto l’importanza degli interventi governativi negli indirizzi di politica monetaria, economica, demografica.
Purtroppo Elio Lo Cascio non ha fatto in tempo a vedere la pubblicazione di due importanti opere. Presso Oxford University Press: Oxford Handbook of the Economies of the Classical World (a cura di A. Bresson, E. Lo Cascio, M. Maiuro, F. Velde). Presso Cambridge University Press: la raccolta di suoi studi sulla moneta e sulla politica monetaria nella Roma antica, Studies on Rome's Market and Monetary Economy. Tutti gli amici, i colleghi, i giovani studiosi avranno modo di ammirare questi estremi lasciti della sua intelligenza e della sua cultura.

