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Ricordi

Il Socio Helmut Moritz, pilastro della Geodesia, scomparso a Graz

Date: 
22/10/2022

Annunciamo con dolore la scomparsa di Helmut Moritz, all’età di 89 anni, socio straniero della nostra Accademia dal 1974.

Helmut Moritz è stato un pilastro della Geodesia a livello mondiale per più di 50 anni. Le sue idee, in particolare sulla determinazione della figura della Terra e del suo campo di gravità hanno ispirato ricerche di Geodesia ancora dopo decenni dalla loro formulazione. Il suo libro “Physical Geodesy“, scritto nel 1967 con W.A. Heiskanen è tutt’ora un testo didattico imprescindibile per il settore. Innumerevoli i suoi titoli accademici; 13 le Accademie, in 12 paesi, di cui è stato membro. Importante il lavoro organizzativo svolto per l’avanzamento della Geodesia; scuole internazionali, simposi convegni. Ci limitiamo qui a ricordare la presidenza dell’Associazione Internazionale della Geodesia dal 1979 al 1983 e successivamente dell’Unione internazionale di Geodesia e Geofisica. Moritz è stato anche un linguista eccezionale; di madre lingua tedesca, conosceva bene l’Inglese, il Francese, l’Italiano, lo Spagnolo, il Russo ed il Polacco.

Negli ultimi anni Helmut Moritz si è impegnato anche in campi assai differenti, dall’esecuzione di concerti per organo all’esplorazione di argomenti più filosofici come nel suo ultimo libro “Science, Mind and the Universe: an Introduction to Natural Philosophy “.

Con Moritz sparisce una figura eroica della scienza del ‘900.

(Graz (Austria), il 22 ottobre 2022)

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Il Socio Tullio Pozzan, emerito di Patologia generale, si è spento il 15 ottobre

Date: 
17/10/2022

Tullio Pozzan, socio dell’Accademia dei Lincei e dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e professore Emerito di Patologia Generale dell’Università di Padova si è spento serenamente nel pomeriggio del 15 ottobre 2022. Era nato a Mestre (Venezia) nel 1949 in una famiglia in cui si respirava medicina tanto che, dopo la maturità, si iscrisse a Medicina e Chirurgia. Molto presto capì di essere molto interessato alla biochimica ed alla fisiologia e si laureò nel 1973 con una tesi sulla fisiologia dei mitocondri elaborata sotto la guida del Prof. G. Azzone nell’Istituto di Patologia Generale dell’Università di Padova. Questi studi proseguirono negli anni con risultati di eccezionale valore che portarono alla definizione dell’accoppiamento fra flusso di elettroni lungo la catena respiratoria mitocondriale al trasporto di ioni e di protoni ed alla biosintesi dell’ATP. Egli ha inoltre studiato e definito il meccanismo di trasporto dello ione calcio all’interno del mitocondrio. Nell’ottobre del 1977 raggiunse C. Montecucco nel Dipartimento di Biochimica dell’Università di Cambridge dove fece il salto da organelli intracellulari a cellule. Nel corso di questi studi incontrò Roger Tsien e Tim Rink formando un tris d’assi che scopri il primo chelante intracellulare dello ione calcio e poi la prima molecola capace di entrare e localizzarsi all’interno della cellula e di legare lo ione calcio cambiando il suo spettro di fluorescenza. Questa eccezionale scoperta permise per la prima volta di visualizzare l’azione e il ruolo dello ione calcio in una varietà di funzioni fisiologiche della cellula dalla contrazione del muscolo al rilascio di ormoni, dal movimento cellulare al rilascio di neurotrasmettitori alle sinapsi.

Tornato a Padova, Pozzan creò un nuovo laboratorio dove la fisiologia cellulare veniva studiata mediante tecniche di imaging con l’utilizzo sia di microscopi avanzati che di rivelatori fisici di luce sia visibile che fluorescente che di chemiluminescenza attirando rapidamente un gruppo di talentuosi giovani medici. Nel 1993 Rosario Rizzuto e Pozzan misero a punto un approccio rivoluzionario per lo studio dell’omeostasi intracellulare del calcio, e poi di altri parametri fisiologici, basati sul direzionamento mirato di proteine reporter a vari organelli e comparti sub-cellulari con tecniche di biologia molecolare. Prima applicato alle fotoproteine equorina e luciferasi, e poi alla green fluorescent protein (GFP), la cui scoperta avvenne subito dopo i loro primi studi, questo approccio ha trasformato la biologia cellulare, permettendo di seguire in cellule vive i meccanismi di segnalazione dei più importanti processi fisiologici e patologici. Sul tema caro a Pozzan, la fisiologia dei mitocondri, dei quali nel frattempo si era scoperto il ruolo non solo nella bioenergetica, ma anche nei processi di morte cellulare, gli studi condotti da Pozzan e Rizzuto dimostrarono l’accoppiamento stretto tra i segnali calcio nel citoplasma e l’accumulo rapido ed efficiente del calcio nei mitocondri, e l’importanza di questo accumulo per il controllo della fosforilazione ossidativa e della morte cellulare per apoptosi. Inoltre, studi di microscopia ad alta risoluzione dimostrarono per la prima volta la generazione di microdomini di segnalazione alla giunzione reticolo endoplasmatico/mitocondri, svelando un concetto chiave (il ruolo dell’architettura cellulare nel promuovere una segnalazione locale in domini critici), tuttora ritenuto la base della specificità dei molteplici segnali che raggiungono le cellule dei nostri tessuti.

Pozzan ha avuto inoltre un grande interesse per le neuroscienze, alle quali ha dato contributi originali e brillanti. Tra questi, Pozzan è stato un pioniere, insieme a Giorgio Carmignoto del CNR, nello studio della segnalazione via calcio degli astrociti, chiarendo il loro ruolo nel modulare l’interazione tra neuroni nelle giunzioni sinaptiche. Questi studi cambiarono un paradigma consolidato, contribuendo a comprendere la complessità e la plasticità della segnalazione neuronale.

I contributi scientifici del Prof. Pozzan sono stati di tale livello da esser riconosciuti e premiati col Premio Feltrinelli e con l’elezione all’Accademia dei Lincei, all’European Molecular Biology Organization, alla National Academy degli USA, alla Royal Society ed alla Academia Europaea.

Un altro aspetto notevole di Pozzan è stato quello di accoppiare al lavoro di ricerca scientifica di frontiera, quello di governo e di amministrazione. È stato per 12 anni direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, e fondatore assieme a diversi colleghi padovani, e per 6 anni direttore scientifico, dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM). Sotto la sua guida il VIMM è diventato uno dei migliori Istituti di Ricerca privati d’Italia, che ha permesso il rientro di giovani brillanti dall’estero ed ha acquisito prestigio e visibilità internazionale. Per tutta la sua carriera Pozzan è stato associato al CNR, di cui ha diretto l’Istituto di Neuroscienze e successivamente l’intero Dipartimento di Scienze Biomediche.

Infine, merita di essere ricordato un tratto della personalità di Pozzan, che porta oggi la comunità scientifica nazionale ed internazionale a piangere la scomparsa dell’uomo e dello scienziato: la sua curiosità, la sua intelligenza, il suo desiderio di discutere con passione di scienza sia con i suoi pari che con i più giovani tra i colleghi lo hanno reso un membro attivo ed apprezzato di tutte le comunità di cui ha fatto parte. È stato mentore di numerosissimi giovani, che si sono poi affermati nelle più prestigiose università e centri di ricerca italiani e stranieri, ed ascoltato collega nei propri consessi accademici, nei convegni internazionali e nelle accademie di cui faceva parte. E da tutti questi colleghi giunge oggi il profondo cordoglio per la sua perdita

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Jacques Vanderlinden, eminente storico del diritto e socio dei lincei

Date: 
12/10/2022

Jacques Vanderlinden, socio straniero dall’anno 2000 della classe di scienze MSF è stato un eminente storico del diritto, antropologo e comparatista.

Ha insegnato nella Université libre de Bruxelles/Vrije Universiteit Brussel, di cui è stato Preside della facoltà giuridica, e poi nell’University of Moncton (New-Brunswick) divenendo professor Emeritus di entrambe.

Durante la sua carriera di docente e di studioso Jacques Vanderlinden ha spaziato di classici studi di storia del diritto europeo (“Le concept de code en Europe occidentale du XIIIe au XIXe siècle”,1958) al diritto consuetudinario africano (“Anthropologie juridique”,1996; “La création du droit en Afrique”,1997), agli studi di linguistica e traduttologia sviluppati soprattutto in ambito canadese ove ha avviato il Centre internationale de la common law en français, per dedicarsi infine agli studi dedicati al pluralismo dei sistemi giuridici su scala globale (“La structure des sytèmes juridiques” ( con O. Moréteau), 2003; “Trente ans de longue marche sur la voie du pluralisme juridique”,2004; “Analyzing Property in Different Societies”, 2008).

Studioso poliedrico, ma sempre rigoroso, munito di grande curiosità intellettuale e di disponibilità a trascorrere periodi di vita dove questa lo attraeva: dall’Africa alle Americhe, Jacques Vanderlinden è stato riconosciuto protagonista degli studi storici e comparatisti sul piano internazionale. Membro di numerose accademie internazionali, era legato da profonda amicizia e comunità di interessi scientifici al nostro socio Rodolfo Sacco, con il quale partecipò ad un importante convegno linceo dedicato alle nuove frontiere del sapere giuridico, tra cui, appunto, l’antropologia e la traduttologia.

E’ mancato ai vivi in Bruxelles ove amava ritornare.

 

(Jacques Vanderlinden è mancato in data 22 gennaio 2021, ma la notizia è stata comunicata ai lincei solo ora)

 

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Il Socio Capriz, uno dei maggiori matematici d'Italia, si è spento a Bologna

Date: 
11/10/2022

Ieri si è spento a Bologna Gianfranco Capriz; avrebbe compiuto 97 anni il 16 ottobre prossimo; era nato, come gli piaceva di ricordare, a Gemona del Friuli, da una famiglia Carpiz di origine slava, che si era stabilita tra quei monti alla fine del 1600 e che ancora abita il villaggio friulano di Pradielis, famiglia della quale un errore di trascrizione nel registro parrocchiale di Gemona aveva creato il ramo del quale egli portava il cognome.

Socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei dal 1988, Capriz ne era socio nazionale dal 2003. Era professore emerito dell’Università di Pisa, dove dal 1962 aveva insegnato prima Meccanica Razionale e poi Fisica Matematica. A Pisa era anche stato Direttore dell'Istituto per l'Elaborazione dell'Informazione del C.N.R. (1968-78) e del CNUCE (1979-83), nonché presidente della Tecsiel SpA, dal 1983 sino al 1992. .

Il suo prestigio di scienziato dedito a trovare e stimolare le interazioni tra matematica e ingegneria è stato ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica, che lo ha chiamato a ricoprire ruoli apicali tanto in Italia (vicepresidenza dell’Unione Matematica Italiana, 1976-1979; presidenza dell’Associazione Italiana di Meccanica Teorica e Applicata, 1998-2001) che all’estero (vicepresidenza dell’International Society for the Interactions of Mathematics and Mechanics, 1983-1986, presidenza 1996-2000).

Molte le imprese nelle quali si è cimentato e molti i relativi raggiungimenti, dei quali vale ricordarne qui almeno due: il contributo decisivo alla nascita e crescita della scienza dell’informazione in Italia e il ruolo centrale nello sviluppo di una scuola italiana particolarmente attenta alle questioni di fondamento in meccanica dei mezzi continui.

 

Gianfranco Capriz si è spento il 10 ottobre a Bologna.

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La costituzionalista Lorenza Carlassare è mancata nella sua casa di Padova

Date: 
22/08/2022

Lorenza Carlassare, allieva della grande scuola patavina di Crisafulli e Paladin, è stata la prima donna chiamata a ricoprire in Italia una cattedra di diritto costituzionale.

Personalità indipendente e docente brillante Lorenza Carlassare, nel suo lungo percorso scientifico, ha affrontato con grande autorevolezza i temi cruciali del diritto costituzionale: dal sistema delle fonti al principio di legalità; dalle forme di governo al quadro delle libertà individuali e sociali; dalla giustizia costituzionale al principio di eguaglianza. Le linee ispiratrici di questo intenso percorso di studio e di ricerca vanno cercate, oltre che nella tecnica giuridica da lei perfettamente padroneggiata, nella storia e nella politica del diritto. Nella storia del costituzionalismo moderno e contemporaneo che ha costruito nel corso del tempo barriere sempre più salde contro gli abusi del potere in difesa degli individui e delle formazioni sociali. Nella politica del diritto che ha guidato le vicende non solo italiane che hanno condotto alla definizione dei caratteri propri delle democrazie con le grandi trasformazioni storiche delle forme di Stato, dallo Stato di diritto allo Stato sociale e dallo Stato sociale a quello Stato costituzionale che in Europa si è andato affermando nel secondo dopoguerra.

Una delle realizzazioni più compiute ed avanzate di questo percorso, secondo il pensiero della Carlassare, si trova nella costituzione italiana del 1948. Una costituzione che ha posto al centro del suo impianto la persona umana; che ha valorizzato al massimo il principio di eguaglianza ed il quadro delle autonomie territoriali; che ha definito un assetto dei poteri pubblici ispirati al pluralismo ed al garantismo. Ma anche una costituzione che proprio per il carattere fortemente innovativo dei suoi principi ha avuto una vita non facile ed una attuazione molto lenta e contrastata. Lorenza Carlassare si è pienamente riconosciuta nei valori di civiltà che questa carta ha espresso per la cui promozione si è sempre battuta con grande efficacia e passione.

Basti solo ricordare a questo proposito che, anche dopo la conclusione del suo percorso accademico, Lorenza Carlassare ha seguitato a diffondere la conoscenza della nostra costituzione avviando e guidando presso l’Università di Padova una Scuola di cultura costituzionale molto attiva e aperta a tutti, senza distinzioni di formazione o di età.

La comunità scientifica ricorda, quindi, oggi Lorenza Carlassare non solo come grande giurista, erede e promotrice di un importante scuola di diritto costituzionale, ma anche come persona dotata di solide virtù civili, attivamente impegnata nell’affermazione dei valori che stanno alla base della nostra convivenza democratica.

 

Lorenza Carlassare si è spenta il 21 agosto a 91 anni nella sua casa di Padova.

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Luca Serianni è stato uno dei più grandi linguisti e storici della lingua italiana

Date: 
21/07/2022

Il 21 luglio 2022 è venuto drammaticamente a mancare Luca Serianni, professore emerito dell’Università di Roma “La Sapienza”.  Allievo del grande filologo e linguista italiano e romanzo Arrigo Castellani, è stato professore incaricato di Storia della lingua italiana presso varie università italiane dal 1974 al 1980. Da quell’anno al 2017 ha insegnato la sua disciplina, in qualità di professore ordinario, presso il già citato Ateneo romano. È stato insignito della laurea honoris causa dall’Università di Valladolid nel 2002 e dall’Università Nazionale Capodistriana di Atene nel 2019. 

Oltre che Linceo, è stato Accademico della Crusca e membro del suo consiglio direttivo, socio nazionale dell’Accademia dell’Arcadia, socio nazionale non residente dell'Accademia di Scienze e Lettere di Torino, socio ordinario dell'Accademia Virgiliana di Mantova, socio corrispondente non residente dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e infine socio della Fondazione Lorenzo Valla. Dal 2010 è stato apprezzatissimo vicepresidente della “Società Dante Alighieri” e dall’anno successivo componente autorevole e operoso del Consiglio scientifico dell'Istituto della Enciclopedia Italiana. 

È stato direttore responsabile delle riviste «Studi linguistici italiani» e «Studi di lessicografia italiana», membro del Comitato scientifico della «Zeitschrift für romanische Philologie», di «Italica», dei «Contributi di filologia dell’Italia mediana», della «Rivista italiana di onomastica» e della «Rivista italiana di linguistica e dialettologia». 

La sua attività di ricerca ha spaziato in quasi tutti i settori della storia linguistica italiana: i dialetti toscani medievali, la grammatica storica e descrittiva, Dante, la lingua letteraria in generale e quella poetica in particolare, la lingua della medicina e quella dei libretti d’opera, l’affermazione dell’italiano come lingua nazionale, il suo insegnamento (e quello del latino e del greco) nella scuola. 

Ha lasciato agli studiosi, ai tanti allievi incardinati in università italiane e straniere, agli oltre cinquemila studenti che nell’arco di un quarantennio hanno seguito i suoi corsi e le sue lezioni memorabili, agli insegnanti attivi nel mondo della scuola un patrimonio di circa quattrocento pubblicazioni. 

Nello spazio angusto che un ricordo come questo può consentire, è possibile menzionare soltanto la sua Grammatica italiana (Torino 1988), tra le più importanti della storia della nostra grammaticografia, la mirabile trattazione che definisce e analizza sistematicamente i tratti salienti della Lingua poetica italiana (Roma 2001 e 2009), i due manuali dedicati alla storia della lingua italiana del Primo Ottocento e del Secondo Ottocento (Bologna 1989 e 1990), poi rifusi e aggiornati in un’unica Storia dell'italiano nell'Ottocento (ivi 2013) e, più di recente, un’antologia che raccoglie, analizza e commenta la lingua di 100 poesie selezionate con un’originalità che solo il dominio assoluto della materia può garantire (Il verso giusto, Roma-Bari 2020) e infine il tributo a offerto a Dante per la ricorrenza dei settecento anni dalla sua morte (Parola di Dante, Bologna 2021). 

In questo ricordo è stata evocata più volte la scuola, e non per caso: alla scuola italiana, infatti, Luca Serianni ha dedicato un impegno costante e appassionato sia come consulente di più ministre e ministri dell’Istruzione, sia – ed è ciò che questa Accademia ricorda con profonda gratitudine e altrettanto dolore – come Presidente della Fondazione “I Lincei per la scuola”, carica da lui assunta nel 2018 e rinnovata proprio in questo 2022. Con pari gratitudine e pari dolore i Lincei ricordano la sapienza, l’equilibrio, la generosità e l’affabilità che questo loro grande consocio ha saputo manifestare in decine di occasioni pubbliche e centinaia di scambi privati.

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Scomparso Peter Maitlis eminente figura nel campo della chimica inorganica

Date: 
13/07/2022

Photo credit: University of Sheffield

Il 18 maggio 2022 è mancato a Londra, all'età di 89 anni, il professor Peter Maitlis, eminente figura nel campo della chimica inorganica, Socio Straniero nella Categoria III (Fisica, Chimica e applicazioni) dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 1999.

Nato a Berlino il 15 gennaio 1933, Maitlis ha appena quattro anni quando le leggi raziali inducono la sua famiglia ad emigrare in Gran Bretagna. È qui che compie i suoi studi per poi proseguire la sua formazione scientifica in Università prestigiose negli Stati Uniti (Cornell e Harvard) e in Canada (McMaster University in Hamilton). Tornato nel Regno Unito nel 1972, è nominato professore di chimica presso l'Università di Sheffield dove insegna per circa trenta anni.

Maitlis si distingue nel campo della chimica organometallica. Inizialmente concentra i suoi studi sul palladio e nel 1971 pubblica quella che diventa la sua opera maggiore, The Organic Chemistry of Palladium, che promuove l'uso di questo metallo bianco-argento del gruppo del platino nei processi industriali di idrogenazione. Dimostra che il palladio diventa un efficace catalizzatore per la riduzione di alcheni ed alchini mediante la formazione di un legame covalente palladio-carbonio.

Dalla metà degli anni ‘80 Maitlis si concentra sui metallomesogeni, un termine da lui coniato a significare "complessi metallici di leganti organici (uno ione o una molecola) che tramite il legame con un atomo di metallo, presentano proprietà liquido-cristalline (mesomorfiche)".

Oltre all’attività di ricerca il Professor Maitlis svolge incarichi di alto prestigio nella Royal Society, di cui è Fellow, ed acquisisce una preziosa esperienza nel campo dell’organizzazione e gestione della ricerca nel National Research Council.

Linguista di talento, conoscitore di almeno otto lingue, Maitlis si è tenuto al passo con l'attualità scientifica, politica e sociale fino alla fine dei suoi giorni. Ed è anche come un grande amico dell’Italia, dove ha intrattenuto rapporti con vari gruppi di ricerca, che desideriamo ricordarlo.

 

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Paolo Grossi, uno dei massimi giuristi contemporanei, scomparso a Firenze

Date: 
04/07/2022

Photo credit: RAI News

Il 3 luglio è scomparso a Firenze Paolo Grossi, professore emerito dell’Università di Firenze e presidente emerito della Corte Costituzionale. Egli è stato uno dei massimi giuristi contemporanei, un vero grande maestro del diritto, le cui opere sono conosciute e tradotte in tutto il mondo. Ha creato una scuola importante e ha avuto allievi che, a loro volta, sono personalità scientifiche di primo piano a livello internazionale. Grandi sono i suoi meriti di promozione culturale per aver fondato nel 1973, e diretto per diversi anni, il Centro di studi per il pensiero giuridico moderno, luogo di incontro tra esperti di varie discipline giuridiche e ben noto a tutti gli operatori giuridici per le sue iniziative, i suoi convegni, la sua rivista “Quaderni fiorentini per la storia del pensiero giuridico moderno”. Ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti, tra cui 12 lauree ad honorem da Università italiane e straniere e numerosi premi come quello di “Giurista dell’anno” da parte dell’Elsa, di Duca di Amalfi-Maestro del diritto e il “Fiorino d’oro” della città di Firenze. Tra le varie attività svolte nell’ambito dell’Accademia, vanno ricordate: la conferenza “Il diritto nella storia dell’Italia unita” del 14 aprile 2011; la lectio brevis del 2014 su “Il diritto in Italia oggi, tra modernità e postmodernità”; la conferenza istituzionale “La Corte costituzionale: una valvola respiratoria per l’ordinamento giuridico italiano” del 10 febbraio 2017 e la lettura corsiniana “La giovinezza della Costituzione” del 7 aprile 2019. È stato presidente della Commissione lincea per la pubblicazione degli Atti delle Assemblee costituzionali italiane..

La qualifica ufficiale accademica di Paolo Grossi è stata quella di “storico del diritto”, ma se si guarda alla sua produzione scientifica può senza dubbio dirsi che questa definizione appare angusta, avendo i suoi interessi di ricerca sempre più abbracciato nel tempo aree tematiche diverse e più ampie. La sua caratteristica maggiore è stata, infatti, quella di non fermarsi su un singolo settore del diritto, ma di spaziare dal diritto canonico al diritto agrario, dal diritto comune al diritto privato moderno, dalle dimensioni costituzionali a quelle sovranazionali del diritto e della teoria delle fonti.  All’insegna di questi interessi, la sua produzione scientifica conta vari scritti minori e più di una trentina di volumi che sono divenuti veri e propri emblemi della scienza giuridica italiana di quest’ultimo trentennio.

Fra di essi è sufficiente ricordare “L’ordine giuridico medioevale”, “Mitologie giuridiche della modernità”, “Assolutismo giuridico e diritto privato”, “Società, diritto e Stato”, “L’Europa del diritto”, “Novecento giuridico: un secolo postmoderno”, “L’invenzione del diritto” e, l’ultimo, “Oltre la legalità”.

Paolo Grossi ha dato una nuova identità alla storia del diritto. Ha saputo indicare, con acutezza, il compito dello storico del diritto: “non essere – come egli ha sottolineato in diverse sue opere (Il diritto in una società che cambia, a colloquio con Orlando Roselli, 2018; Uno storico del diritto alla ricerca di se stesso, 2008) – dedito ad una erudizione antiquaria, non essere occupato a contare i granelli di polvere depositatisi sugli scaffali del tempo, diventando imbalsamatore di cadaveri, morto tra i morti, ma sapere interrogare il diritto per coglierne il profondo legame con la vita, con la cultura della sua epoca”.

Lascia un vuoto incolmabile per gli studi e per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo.

 

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Michael Sela 1924-2022 renowned immunologist

Date: 
21/06/2022

Photo credit: Weizmann Institute of Science

Institute Professor Michael Sela, a renowned immunologist who served as the sixth president of the Weizmann Institute of Science, passed away on May 27, 2022 at age 98. Sela is survived by his wife Sara, and three daughters.

Born in Poland in 1924, Sela arrived in Israel at age 17, after his family had first fled Poland and then Romania. In 1941 he enrolled in the Chemistry program at the Hebrew University of Jerusalem. After completing his MSc, he went to Geneva to conduct PhD studies, but several months later he moved to Italy where he helped European Holocaust survivors to go to Israel. When Israel’s independence was declared, Sela returned to Israel and joined the Weizmann Institute of Science where he became a student of Prof. Ephraim Katzir, who later became president of Israel. Katzir worked on poly-amino acids as synthetic models to facilitate the study of proteins. Sela received the PhD degree in protein chemistry from the Hebrew University for research undertaken at the Weizmann Institute; and in 1963 he was appointed professor.

In addition to his outstanding scientific achievements, Sela was a natural leader and a model for generations of students and scientists. The main scientific interest of Prof Sela was the elucidation of the chemical structure, the biological function and the mechanism of action of proteins. In 1961 he was co-author on the seminal paper on protein folding, recognized with the Nobel awarded in 1972 to Chris Anfinsen. Back at the Weizmann Institute Sela dedicated himself primarily to the study of the molecular basis of immunological phenomena and of the genetic control of immune response. He also turned to cancer research, with the idea of creating small molecules that would block the receptors on cancer cells. Prof. Sela made numerous discoveries that forever changed the face of immunological research worldwide. He published more than 800 articles, chapters and books in the fields of immunology, biochemistry and molecular biology.
He was most proud of his contribution to fundamental immunological control, leading to the development of new fields in immunology. He was particularly recognized in the scientific world for his research on synthetic antigens, molecules that provoke an immune response. Sela co-invented and held patents on two original drugs: Copaxone for the treatment of multiple sclerosis and Erbitux for treating cancer.

Prof. Sela served the Weizmann Institute of science in various important capacities: he founded the Department of Chemical Immunology and became its first Director. Later he was vice president and than president of the Weizmann Institute. Overseas appointments included a visiting scientist at the National Institutes of Health, the Massachusetts Institute of Technology, Harvard University, College de France and the Pasteur Institute. Also within the international scientific community, Sela achieved prominence, helped by being fluent in English, Polish, German, Russian, Romanian, French and Hebrew. He has been foreign member of the Max-Planck Institute for Immunology; served as vice chairman and chairman of the Basel Institute of Immunology. He was chairman of the Council of the European Molecular Biology Organization and later chaired the Scientific Advisory Committee of the newly-created European Molecular Biology Laboratory in Heidelberg. He was president of the International Union of Immunological Societies, and later served as president of the Scientific Council, Institut Pasteur – Weizmann Institute.

Sela’s scientific talent was recognized worldwide. He was elected member of important Academies including the Israel Academy of Sciences and Humanities, the National Academy of Sciences of the United States, the Pontifical Academy of Sciences, the Russian Academy of Sciences, the French Academy of Sciences, the American Philosophical Society and in 1995 he was elected honorary foreign member of the Accademia Nazionale dei Lincei. In that capacity prof Sela was very active and participated to important committees such as the International Feltrinelli Prize for Medicine more than once, and to the joint meeting on cancer immunology and allergic diseases held in Jerusalem in 2017 as a collaboration between the Israeli Academy of Science and Arts and the Accademia dei Lincei. Sela's numerous prizes and honors included the Israel Prize in the Natural Sciences; the Rothschild Prize in Chemistry; the Otto Warburg Medal; the Prize of the Institut de la Vie, France; the Albert Einstein Golden Medal of UNESCO; the Harnack Medal of the Max-Planck-Society. Sela and Ruth Arnon were also named the 1998 Wolf Prize Laureates in Medicine. Sela was awarded the Commander's Cross of the Order of Merit Award, Germany, and named an Officer of the Order of Legion of Honor, France.

Beside scientific research, Sela was committed to cultural activities: chairman of the Batsheva Dance Company’s Public Council served on the board of the first Arthur Rubinstein International Piano Master Competitions, the Rimon School of Music and the Jerusalem Academy of Music and Dance. Sela was also a founding member of the Yitzhak Rabin Center and a member of the Peres Center for Peace and Innovation. Scientific symposia were held at the Weizmann Institute on the occasion of his 80th and 90th birthdays. In 2019, the Michael Sela Auditorium was inaugurated at the Institute in his honour.

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Nikolai V. Sobolev, eminente geologo e socio dei lincei

Date: 
30/03/2022

L’Accademia Nazionale dei Lincei esprime il più profondo dolore per la scomparsa avvenuta il 25 marzo 2022 a Novosibirsk di NIKOLAY VLADIMIROVIC SOBOLEV, Socio Straniero Linceo per le Geoscienze dal 2017. 

L’eminente scienziato era nato il 28 maggio 1935 a Leningrado; sin da giovane ha vissuto in Siberia in seguito all’assunzione della direzione dell’Istituto di Geologia e Mineralogia di Novosibirsk da parte del padre, Vladimir S Sobolev, al quale questa sede prestigiosa è ora intitolata: lì ha conseguito il dottorato nel 1972 e si è affermato esperto nel campo della mineralogia, della petrologia e della geochimica. Ne ha assunto per 40 anni la direzione (lasciata dal padre nominato presidente della International Mineralogical Association (IMA)), nel tempo favorendo che si dotasse delle più moderne strumentazioni.

I suoi studi personali, inizialmente rivolti al terreno (kimberliti Mir e Obnazhennaya) si svolsero prevalentemente in laboratorio e sempre centrati su rocce di alta e altissima pressione contenenti diamante, tra i maggiori specialisti di paragenesi contenenti questo minerale e considerato, dopo la scoperta di microdiamanti contenuti in granati di gneiss d’origine crostale nel Massiccio di Kotchetav (Kazakhstan) effettuata col dottorando V.S. Shatski, il maggior esperto mondiale nella subduzione della Crosta continentale fino alle profondità di mantello stimate in ca. 250 km, nonché nella conseguente obduzione.

Intense le sue collaborazioni e i suoi rapporti internazionali intrattenuti con scienziati di tutto il mondo, sia privilegiando paesi e località di possibile interesse per investigare metamorfismo sotto altissime pressioni, sia fornendo diamanti impuri di kimberliti siberiane a ricercatori interessati a studiare a fine petrogenetico i grani intrappolati.

Per anni partner attivo del DCO (Deep Carbon Observatory), che studia il riciclo del carbonio dall’atmosfera al mantello terrestre, è stato membro della Accademia Russa delle Scienze, della Academia Europaea e Membro Associato dell’Accademia Nazionale Statunitense delle Scienze (US-NAS). Nel 2013 gli è stata conferita la Medaglia di Eccellenza per le Scienze Mineralogiche dell’IMA .

 

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