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Scomparso Edward O. Wilson, entomologo e socio dei Lincei

Date: 
26/12/2021

Edward Osborne Wilson, già professore per 46 anni dell’Università di Harvard, socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei dal 2011, è morto il 26 dicembre 2021.

L'impatto che Edward O. Wilson ha avuto sulla comprensione del comportamento cooperativo  degli insetti sociali è difficilmente misurabile data la vastità della sua opera e l'articolazione del suo pensiero. La sua attività si è sviluppata dallo studio della complessità del mondo delle formiche per giungere alla formulazione delle discipline sociobiologiche, all'impegno per la difesa della biodiversità, fino all'esplorazione del futuro biologico dell'uomo e del suo posto nella natura. Alcune sue prospettive hanno acceso dibattiti, mai del tutto sopiti.

Ha speso una vita intera ad analizzare vita, evoluzione e biologia sociale delle formiche. Uno dei suoi libri più famosi, “Le società degli Insetti”, è stato per molti giovani studenti un portale per un mondo di infinite opportunità scientifiche, all'interno del quale altri maestri, come il linceo Leo Pardi (di cui Wilson era un fervente ammiratore) e la lincea MJ West Eberhard, hanno inquadrato gli studi sul particolare gruppo delle vespe sociali. Il libro del 1975, “Sociobiology”, assieme ai lavori di W. Hamilton, rappresentò l’inizio di un periodo, che dura tuttora, nel quale lo studio del comportamento sociale degli animali e dell’uomo si rifaceva completamente alla teoria dell’evoluzione e della selezione naturale attirando non poche critiche da parte, soprattutto, di cultori delle scienze sociali. Scrisse molti libri a carattere divulgativo, anche un romanzo fantascientifico, e contributi sulla spontanea curiosità per i viventi (biofilia) e sulle religioni.

Era persona affabile e apparentemente timida ma pronta a rivedere alcune proprie opinioni in ragione di nuovi dati ed evidenze. La sua parziale ritrattazione della teoria della inclusive fitness, in un primo tempo appoggiata incondizionatamente, fece scalpore ma fu un contributo all’allargamento della visione multilivello dell’evoluzione sociale, con riflessi su quella umana.

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Scomparso Salvatore Rionero, matematico e socio dei Lincei

Date: 
24/12/2021

Salvatore Rionero, professore Emerito di Fisica Matematica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, nato a Nola il 1 gennaio 1933, ci ha lasciato oggi. Grande matematico che ha dato contributi fondamentali in diverse questioni di Fisica Matematica, in particolar modo nella difficile problematica della stabilità non lineare in fluidodinamica, Rionero si era laureato nella stessa Università con il massimo dei voti nel 1955, diventando poi Assistente (Meccanica Razionale e Fisica Matematica) da gennaio 1956 ad ottobre 1957. Dopo aver conseguito la libera docenza in Meccanica Razionale nel 1964 ed averla insegnata prima all’Università di Bari e poi in quella di Napoli, è passato sulla cattedra di Fisica Matematica nella facoltà di Scienze MM.FF.NN. dell’Università di Napoli “Federico II”.

Alla Federico II fu Direttore del Dipartimento di Matematica e Applicazioni, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Matematica, Coordinatore del Dottorato in “Scienze Matematiche”, Presidente della “Scuola di Dottorato in Scienze Matematiche e Informatiche”, Presidente della Commissione Ricerca.

Membro della Accademia Nazionale dei Lincei dal 1992, partecipava intensamente alle sue attività. Era anche membro dell'Accademia delle Scienze di Torino, della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli, dell'Accademia Pontaniana di Napoli e dell'Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti di Palermo.

Coordinatore (per più di 10 anni) di progetti scientifici nazionali, coordinatore locale di Progetti PRIN, componente del Consiglio Scientifico del Gruppo Nazionale di Ricerca di Fisica Matematica CNR, Vicepresidente dell’Istituto “Nazionale di Alta Matematica (INdAM) F.Severi”, fu anche cofondatore nel 1976 e poi direttore  della Scuola Estiva di Fisica Matematica (Ravello) del CNR prima e INdAM poi per più di trenta anni (1979-2017).

Ebbe collaborazioni scientifiche con ricercatori di svariate istituzioni internazionali tra cui: D.D. Joseph (USA, Univ. Minneapolis), D.L. Christiansen (Danimarca, Politecnico di Copenaghen), B. Straughan (UK, Univ. Durham), R. Knops (UK, Herriot watt University), J.N. Flavin (Univ. Nazionale di Irlanda, Galway), L.E. Payne (USA). E’stato Professore visitatore (generalmente su invito), in Spagna, Portogallo, USA, Inghilterra, Danimarca, Germania, Francia, Norvegia, Israele, Cina, tenendo corsi di lezione o conferenze scientifiche o partecipando a convegni. Nel 1981 ideò il convegno internazionale biennale “Waves and Stability in Continuous Media” (WASCOM) e il convegno biennale italocinese “China-Italy Colloquium on Applied Mathematics” (CICAM) che si svolge alternativamente in Cina ed in Italia.

Grande Maestro con moltissimi allievi, Rionero si è sempre speso per la Matematica italiana. Molti dei suoi collaboratori occupano posizioni di prestigio in Università italiane e straniere. E’autore di circa 200 pubblicazioni scientifiche e di 10 libri. Tra le pubblicazioni, 151 sono recensite su Mathematical Review (MathSciNet) e molte sono comparse su prestigiose riviste internazionali. Tra i libri:  “Weighted energy methods in fluid dynamics and elasticity”, Lecture Notes in Math. Vol. 11-34, Springer-Verlag (in coll. con G.P. Galdi); “Qualitative estimates for partial differential equations. An introduction”, CRC Press, Florida-USA (in collaborazione con J.N. Flavin). La sua attività di ricerca si è sviluppata in vari settori della Fisica Matematica quali Dinamica dei solidi, Sistemi dinamici con infiniti gradi di libertà, Stabilità non lineare in fluidodinamica e magnetoidrodinamica in domini limitati, convezione naturale in acque chiare e mezzi porosi, Diffusione non lineare, Analisi qualitativa di equazioni alle derivate parziali di interesse fisicomatematico (dinamica delle popolazioni, modellistiche di problemi chimici, biologici, economici), Biforcazioni non stazionarie, periodiche e non, per sistemi complessi.

 

"Ci lascia un grande scienziato che accompagnava il suo sapere ad eccezionali doti di umanità,  intelligenza, gentilezza e simpatia", dichiara Roberto Antonelli, Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

24 dicembre 2021

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Scomparso Richard Lerner - socio straniero dell'Accademia dei Lincei

Date: 
02/12/2021

Richard Lerner, Socio Straniero della Categoria quinta  della Classe di Scienze Fisiche, Matematiche  e Naturali, è morto a San Diego (USA) Giovedì 2 Dicembre u.s..  Con lui scompare uno dei massimi leaders del campo dell’Immunologia. Era nato a Chicago nel 1938 e si era laureato in Medicina all’Università di Stanford. Sin dagli anni universitari aveva sviluppato un forte interesse per la chimica, che avrebbe sempre caratterizzato il  suo lavoro nell’immunologia, il campo di ricerca al quale aveva deciso di dedicarsi. Le sue prime scoperte di grande impatto in chimica, biologia, e medicina risalgono al 1986: sono gli anticorpi catalitici che consentono  di catalizzare  reazioni impossibili  con le metodiche classiche.  Il lavoro sugli anticorpi catalitici ha portato Lerner, in collaborazione con Greg Winter, a sviluppare le librerie combinatorie anticorpali:  da queste, sviluppando un’idea  sorta nel 1992 dalla collaborazione con Sidney Brenner, Lerner è passato  dagli anticorpi alle molecole organiche in generale, nelle quali, nella sintesi  di  grandi librerie di molecole organiche, ogni molecola porta la sua “storia” nella forma di un frammento di DNA aggiunto ad ogni tappa della sintesi. Queste “DNA-encoded chemical libraries”  stanno rivoluzionando la sintesi organica , e stanno avendo un impatto enorme nella ricerca  di nuovi farmaci. Il lavoro di Lerner ha avuto grande impatto anche in altri campi dell’immunologia, ad es. nell’uso degli anticorpi come “agonisti” che trasformano cellule staminali umane in cellule differenziate di vario tipo. E a Lerner dobbiamo il farmaco anticorpale umano HUMIRA- che è il farmaco più prescritto in assoluto- per il trattamento dell’artrite reumatoide e di altre malattie autoimmuni.

Lerner è stato anche  un manager scientifico di primissima grandezza: sotto la sua Presidenza lo Scripps Research Institute di La Jolla (Usa) è divenuto uno dei massimi Centri Internazionali di ricerca nelle Bioscienze. Ha ricevuto numerosi Premi  Internazionali di grande prestigio, quali il Premio Wolf per la Chimica,  e numerose Laureev ad Honorem, tra le quali quelle dell’ Università di Oxford e del Karolinska Institute.

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Scomparso Giovanni Zacher

Date: 
19/07/2021

Il 15 luglio 2021 ci ha lasciato Giovanni Zacher, professore emerito, già Ordinario di Istituzioni di Algebra Superiore all'Università di Padova, Socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei, membro dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti e dell'Accademia Galileiana.

Nato a Bolzano il 25 ottobre 1926, laureatosi a Padova all’inizio degli anni ’50 con Giuseppe Scorza Dragoni, si trasferì a Napoli per studiare Teoria dei Gruppi con Guido Zappa. Nella primavera del 1951 vinse un concorso da assistente a Padova e insegnò Analisi Matematica, per poi vincere nel 1961 la prima cattedra di Algebra in Italia, divenendo professore sempre a Padova, dove organizzò una vivace scuola di teoria dei gruppi con interessi prevalenti alla struttura reticolare dei gruppi.

Zacher ha contribuito a rinnovare l’ambiente matematico della città, stabilendo relazioni con i maggiori esponenti della Teoria dei Gruppi, specialmente tedeschi: Baer e la sua scuola (Heinecken, Gaschutz), Huppert.

Per alcuni anni si trasferì a Trento, per poi rientrare a Padova con la cattedra di Istituzioni di Algebra Superiore.

I suoi studi di problemi rilevanti e delicati concernenti la teoria dei gruppi sono stati fondamentali: Giovanni Zacher ha introdotto nuovi concetti e esplorando per la prima volta proprietà non ancora studiate. Per quasi sessanta anni ha lavorato con grande tenacia al fine di ottenere una maggiore comprensione della teoria dei gruppi; il suo primo lavoro scientifico è del 1951 mentre l'ultimo del 2009.  Ha profondamente  influenzato questo settore matematico sia con le sue idee che formando molti matematici di gran classe.

Tra gli allievi che oggi ricoprono cattedre universitarie ricordiamo: Benedetto Scimemi, Federico Menegazzo, Andrea Caranti, Carlo Scoppola, Giorgio Busetto, Mauro Costantini.

Il professor Zacher ha gestito per anni un contratto bilaterale di ricerca del CNR con l'Università di Warwick ed ha stabilito, in tal modo, un'intensa collaborazione scientifica tra algebristi italiani ed inglesi. Ha organizzato vari convegni, congressi e scuole avanzate ed ha svolto un'assidua opera di direttore di ricerca.

Amante delle passeggiate in montagna, della musica classica, aperto alla convivialità e alle buone conversazioni, non dimenticò mai i suoi interessi religiosi pur nel più profondo rispetto per le posizioni laiche, restando lucido e attento sino all’ultimo giorno.

“Con Zacher scompare non solo un grande matematico, ma un uomo interessato agli uomini, che sapeva ascoltare con interesse sempre partecipe, rispettandone le opinioni”, ha commentato Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

15 luglio 2021

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Scomparso il filologo M. Pastore Stocchi

Date: 
02/07/2021

Il 6 giugno è scomparso improvvisamente Manlio Pastore Stocchi, socio dei Lincei dal 2005, nazionale dal 2013. Italianista completo, da giovane si era avviato agli studi scientifici, per poi passare alla ricerca umanistica. Autore di studi impegnativi su tutto l’arco della letteratura italiana, ha condiretto la Storia della cultura veneta e animato, sul piano organizzativo non meno che con eccellenti contributi personali, varie  iniziative su Dante e Petrarca,  cui ha dedicato molti studi importanti. L’interesse per la scienza, antica e moderna, lo ha accompagnato per tutta la vita, con ricadute importanti in vari suoi scritti. La profonda, completa dottrina classica gli ha permesso di venire a capo dell’ardua edizione della seconda centuria della Miscellanea di Poliziano, insieme con il suo mastro Vittore Branca . Studioso del Rinascimento, ha esteso i suoi interessi all’Arcadia, che ha reinterpretato correggendo pregiudizi antichi e moderni e mettendone in luce la funzione nazionale. Lettore curioso e insaziabile, gli si devono saggi sul territorio, pochissimo frequentato, della poesia in latino del XVIII secolo. Su Foscolo, e specialmente sull’Ortis, ha scritto lavori importanti. Di carattere insieme cordiale e schivo, ha seguito nella sua lunga carriera molte tesi di laurea su autori ignoti o dimenticati, che in parte hanno contribuito alla documentazione di Musisque Deoque, una ricchissima base di dati dedicata ai testi della poesia latina classica e postclassica, promossa insieme con Paolo Mastandrea. Socio di varie accademie,  era Vice Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti, dove era apprezzato come conferenziere di gran classe e suggeritore di indagini sempre nuove.

Tra le sue pubblicazioni più recenti, i volumi Forme e figure. Retorica e poetica dal Cinquecento all’Ottocento, Firenze 2008; Memoria del paterno governo. Sentimento civile e inflessioni della letteratura nel tramonto della Serenissima Repubblica, Venezia 2009; Dante Alighieri, Epistole Ecloge Questio de situ et forma aque et terre, [Testo, traduzione e commento] a cura di M. Pastore Stocchi, Roma-Padova 2012; Il lume d’esta stella. Ricerche dantesche, Roma 1913; Rime degli Arcadi I-XIV, 1716-1781. Un repertorio, Roma 2013 (con M. L. Doglio); Pagine di storia dell’Umanesimo italiano, Milano 2014. Per Mucchi, Saggi e divagazioni tra letteratura e vita civile (2014). Collaborava fra l'altro a una nuova edizione commentata delle opere di Dante, all'edizione nazionale degli scritti di Antonio Canova, all'edizione nazionale delle opere di Angelo Poliziano, alla raccolta e alla informatizzazione di tutta la poesia italiana in latino dal 1265 al Rinascimento.

Per l’Accademia Nazionale dei Lincei e per le scienze umane lascia un grande vuoto, umano e scientifico, che sarà difficile colmare

 

Giorgio Parisi                                                                    Roberto Antonelli

 

7 giugno 2021

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Scomparsa Lellia Cracco Ruggini

Date: 
27/06/2021

Una grave dolorosa perdita ha colpito l'Accademia dei Lincei e tutta la scienza antichistica, non solo italiana: il 27 giugno 2021 è deceduta, all'età di 89 anni, Lellia Cracco Ruggini, prof. Emerita dell'Università di Torino(già ordinaria di Storia romana con esercitazioni di epigrafia romana), Socio nazionale della nostra Accademia.

Studiosa di interessi e di apertura internazionale, Lellia Cracco Ruggini è stata borsista all'Istituto Italiano di Studi Storici «Benedetto Croce» di Napoli, dell'École des Hautes Études di parigi, dell'American Academy in Rome, due volte fellow dell'Institut for Advanced Study di Princeton. Ha condiretto la «Nuova Rivista Storica» e la «Rivista Storica Italiana», è stata Socio nazionale residente dell'Accademia delle Scienze di Torino, della Societé nationale des Antiquaires de France, Assoc. étrangere dell'Académie des Inscriptions et Belles Lettres, della Academia Europaea (London), dell'Association pour l’Antiquitè Tardive (Paris), dell'Associazione di Studi Tardoantichi (Napoli).

Autrice, ad appena trent'anni, di una fondamentale opera su Economia e società nell'«Italia annonaria». Rapporti fra agricoltura e commercio dal IV al VI secolo d.C., Milano 1961(ristampa anast., con nuova Introduzione, aggiornamenti bibliografici, errata corrige e rettifiche, Bari 1995), Lellia Cracco Ruggini si è ben presto imposta come figura di primo piano nel panorama internazionale della ricerca antichistica, con la pubblicazione di quasi 300 lavori(lunghe recensioni, articoli, saggi che hanno spesso assunto la dimensione di autentiche monografie, vari libri), perseguendo, con inesausto impegno, una ricerca che ha fatto di Lei un punto di riferimento per più di una generazione di studiosi.

Con caratteristiche peculiari, questa ricerca della Cracco Ruggini si è soprattutto concentrata sul periodo fra II e VI secolo d.C. Trattando di storia economica, sociale, di storia delle idee, di storiografia antica e moderna, la Cracco Ruggini ha saputo sagacemente utilizzare ogni tipo di documentazione, dalle fonti più propriamente storiografiche alla letteratura cristiana – comprese le fonti agiografiche – alla documentazione epigrafica, numismatica, ai resti archeologici, perseguendo quella che si può definire una «storia totale». Grazie ai suoi studi è ora meglio conosciuta la vita(sociale, economica, culturale etc.), durante la Tarda Antichità, di molte città italiane(Pavia, ad es., Milano, Aquileia, Vicenza, Torino, Venezia etc.). Ma soprattutto, indagando la storia del mondo romano dalla prospettiva tardoantica, la Cracco Ruggini ha saputo muoversi, con risultati originali ed importanti, in campi d'indagine non spesso frequentati: le relazioni tra Roma e l'Ellenismo tardoantico; la costruzione dell'identità di gruppi etnici – ebrei, orientali, etiopi, barbari; i conflitti religiosi tra pagani, giudei, cristiani, eretici durante il processo di cristianizzazione; il ruolo giuocato dall'aristocrazia senatoria, nonostante i cambiamenti istituzionali e le differenziazioni culturali, e di mentalità, del complicato e convulso periodo finale del mondo romano – e tante altre tematiche si potrebbero ricordare.

In tutti questi campi Lellia Cracco Ruggini ci ha lasciato contributi importanti ed originali. Le sue ricerche hanno influito, arricchendoli, su tanti studiosi, e soprattutto sui numerosi allievi, che hanno occupato, ed occupano, importanti cattedre e posti di ricerca in università italiane e straniere. Il Suo grande lavoro scientifico molto ci ha donato; la Sua scomparsa ci lascia tutti molto più poveri.

Giorgio Parisi                                                                    Roberto Antonelli

 

27 giugno 2021

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Scomparso Sandro Pontremoli

Date: 
24/06/2021

E’ scomparso a Genova Sandro Pontremoli, da più di un trentennio Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nato a Ferrara, laureato in Medicina e Chirurgia all’ Università di Genova nel 1949, aveva iniziato il percorso di ricercatore entrando come Assistente nell’ Istituto di Fisiologia dell’Università, dove aveva lavorato per alcuni anni su argomenti di fisiologia, prevalentemente riguardanti il metabolismo lipidico ed il ruolo fisiologico del pancreas. L’Istituto di Fisiologia e l’ Istituto di Biochimica a Genova occupavano due piani dello stesso edificio, ed il prof. Arturo Bonsignore, Direttore dell’ Istituto di Biochimica , evidentemente impressionato dal giovane Pontremoli, nel 1957 gli aveva chiesto di trasferirsi del suo Istituto A quel tempo la biochimica era molto più fortemente legata alla chimica della biochimica di oggi: erano gli anni pionieristici degli studi sulle proteine enzimatiche e sui loro meccanismi di reazione, e della definizione delle vie metaboliche cellulari. Era il tempo dei cicli metabolici ora famosi, come il ciclo dell’acido citrico, del ciclo dell’urea, e della via dei pentoso- fosfati. Ultimo arrivato, quest’ultimo processo metabolico parallelo alla glicolisi genera NADPH per le biosintesi cellulari riduttive, e converte zuccheri a 6 atomi di carbonio in pentosi (a 5 atomi di carbonio) per la sintesi di nucleotidi ed acidi nucleici. A questa nuova via metabolica, a quel tempo ancora in elaborazione, era molto interessato il Prof. Bonsignore, che da tempo si occupava degli enzimi del metabolismo glicidico. Così aveva proposto al giovane nuovo Assistente di andare per alcuni mesi al National Institutes of Health di Bethesda, negli USA, dove lavorava lo scopritore della nuova via metabolica, Bernard Horecker. E questo fu il passo che cambiò la vita di Sandro Pontremoli, perché segno’ l’inizio di una straordinaria collaborazione durata decenni con quel formidabile biochimico che è stato Bernard Horecker. L’Istituto di Biochimica di Genova divenne infatti una fucina di ricerche e di risultati sulla via dei pentoso fosfati e su temi correlati, che videro Pontremoli ritornare di nuovo negli USA nel 1960, e Horecker stesso venire a Genova per un periodo sabbatico. Nel 1963 la carriera portò Pontremoli all’Università di Ferrara come Professore Ordinario di Biochimica, e lo riportò a Genova nel suo vecchio Istituto dopo 7 anni come Professore Ordinario di Biochimica. Continuava a collaborare con Horecker, ma aveva anche sviluppato forte interesse per gli enzimi proteolitici, in particolare per la protein-chinasi C e, specialmente, per la calpaina ed il suo inibitore naturale calpastatina: che erano destinati a divenire, ed a rimanere, il suo tema principale di lavoro fino alla fine della sua attività.

Ma Sandro Pontremoli non era solo uomo da banco di lavoro. Aveva della Ricerca in Italia e della biochimica in particolare una visione moderna, e si era dato molto da fare a tutti i livelli Nazionali per promuoverne lo sviluppo. Nel 1990 era stato eletto Rettore dell’Università di Genova ed il suo Rettorato --14 anni – era stato uno dei più longevi nella storia dell’Università di Genova: ed era stato un Rettorato con molte luci, specialmente legate, appunto, all’impulso dato all’attività di ricerca.

“Perdendo Sandro Pontremoli, perdiamo uno scienziato di grandissimo valore, che rimpiangeremo per molto tempo”, ha commentato Giorgio Parisi, Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. “Nella sua lunga attività ha vissuto da protagonista la biochimica gloriosa dei pionieri che scoprivano le fondamentali vie metaboliche con intuizioni geniali fortemente legate alle conoscenze chimiche. Ha poi anche vissuto, nella scienza che tanto amava, la transizione epocale che ha visto il graduale affermarsi delle tematiche, e delle tecnologie, della biologia cellulare e molecolare che caratterizzano la biochimica di oggi”, ha concluso.

 

Giorgio Parisi                                                                    Roberto Antonelli

 

24 giugno 2021

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Scomparso il latinista Bruno Luiselli

Date: 
02/06/2021

Si è spento oggi, mercoledì 2 giugno 2021, all’età di 87 anni, Bruno Luiselli, professore emerito di Letteratura Latina alla Sapienza Università di Roma, dove nel 1977 è succeduto al suo Maestro, Ettore Paratore. È stato membro di prestigiosi istituti e accademie, fra cui l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Istituto Nazionale di Studi Romani, l’Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti di Napoli, l’Accademia letteraria “Arcadia”, la Società Romana di Storia Patria.

La produzione scientifica di Luiselli, a carattere storico-culturale, letterario, linguistico, filologico, metricologico, riguarda tutte le epoche della latinità dall’età arcaica al Medioevo, passando per l’età classica e tardoantica.

Ma gli interessi di Luiselli si sono concentrati soprattutto sulla lunga e complessa vicenda dei rapporti fra mondo romano e mondo barbarico (ha fondato, fra l’altro, la rivista «Romanobarbarica» e la Collana Biblioteca di Cultura Romanobarbarica,), alla quale egli ha dedicato numerosissime pubblicazioni, in Italia e all’estero, concernenti in modo precipuo il versante del rapporto romano-germanico e il versante del rapporto romano-celtico. Se ne può trovare una significativa per quanto parziale esemplificazione in Romanobarbarica. Scritti scelti, Firenze 2017. I vertici delle sue ricerche in tale ambito sono il volume Storia culturale dei rapporti tra mondo romano e mondo germanico, Roma 1992 (per il quale l’Autore ha ricevuto in Campidoglio il “Praemium Urbis”), e il volume La formazione della cultura europea occidentale, Roma 2003.

Dotato anche di ampie competenze musicologiche, Luiselli ha dedicato a questo settore intense riflessioni (Poesia e Musica, Roma 2013; Gustav Mahler e l’incontro mistico di poesia e musica. Morte, risurrezione, dolore, amore, estasi, Roma 2018; Riflessioni sulla musica in dialogo con Lorenzo, Selci-Lama 2019).

È in corso di stampa presso l’editore Studium il volume Sacramentum amoris sul Mistero Eucaristico.  

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